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Banca popolare di Bari. E pensare che ci hanno querelato per diffamazione: avevamo detto che era praticamente fallita….
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Comunicato di Redazione
14 dicembre 2019 12:22
 
 I commissari della Banca d’Italia sono arrivati alla Banca Popolare di Bari e stanno cercando di capire come “mettere le pezze” per evitare il tracollo totale. Al momento, è bene che gli interessati sappiano: i correntisti con depositi al di sotto dei 100.000 euro non rischiano nulla, ma rischiano quelli con importi maggiori oltre che azionisti e obbligazionisti (le azione della banca sono al momento congelate e non sono scambiabili), tutti al momento non possono che aspettare l’evolversi dei fatti.
Cosa è successo? Cose frequenti per le gestioni “allegre”: i crediti deteriorati sono il 26% del totale, cioé hanno prestato soldi senza le necessarie garanzie dei debitori. Artefice di questa situazione è il presidente del cda (consiglio di amministrazione) Vincenzo De Bustis, noto alle cronache del settore per essere stato il motore di un prodotto finanziario della banca MPS, 4You-MyWay, che dagli inizi di questo millennio ha mietuto vittime e i cui procedimenti giudiziari, dopo tante sentenze di riconoscimento del torto della banca, sono ancora in corso. Precisazione: non sono nostre illazioni del tipo “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, sono fatti!!

Vedremo come andrà a finire.

Quello che ci preme sottolineare è un fatto sintomatico, il titolo che abbiamo dato a questo comunicato: “E pensare che la Banca Popolare di Bari ci ha querelato per diffamazione: avevamo detto che era praticamente fallita”.
Avevamo avuto l’ardire di pubblicare a febbraio scorso sul nostro web un articolo con questo titolo: “Banca Popolare di Bari, il comunicato del CdA: la banca è già fallita ma nemmeno stavolta ve lo diciamo”. In cui, coi toni pacati e civili che caratterizzano la nostra informazione e azione a tutela dei risparmiatori, riportando un loro comunicato, lo avevamo analizzato deducendo che stavano facendo i salti mortali per non dire ad azionisti ed obbligazionisti che la banca era praticamente fallita.
Chissà come sta andando avanti questa querela (il nostro presidente è anche stato sottoposto ad interrogatorio da parte degli organi di indagine giudiziaria), e chissà se ci “beccheremo” un’altra querela per la reiterazione di questo nostro presunto reato.

Ovviamente non siamo futurologi, catastrofisti e tra coloro che credono in complotti del sistema bancario nazionale, europeo ed internazionale contro i “buoni” risparmiatori (pensiero diffuso in questo scorcio di secolo e legislatura parlamentare, tant’è che il più importante partito della coalizione dell’attuale governo, il M5S, ha candidato alla Presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, il senatore Elio Lannutti che, oltre a definire l’euro come “la rapina del secolo”, ha denunciato il complotto delle banche come emanazione del “Protocollo dei Savi di Sion”, un falso storico che continua ad essere usato dagli antisemiti di varia tacca).

Aduc è solo una associazione di consumatori basata sul volontariato e sull’uso della ragione. Non abbiamo pretese, ma solo progetti e azioni di informazione e allerta verso i risparmiatori.
 
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