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BANCA121: MENTRE A TRANI IL GIP RESPINGE L'ARCHIVIAZIONE PER FAZIO E SPAVENTA, BANCA121 SI "AUTOSEQUESTRA" IL RICAVATO DELLE OPZIONI DEL BTPINDEX
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Comunicato 
13 agosto 2004 0:00
 

Firenze 13 agosto 2004 - E' ormai nota la vicenda dei prodotti finanziari di "finanza creativa" progettati e venduti da Banca121 e, successivamente all'acquisizione, dal gruppo Monte dei Paschi di Siena. L'ultimo prodotto in scadenza e' stato il cosi' detto "BTP Index", un prodotto finanziario che combinava la vendita di un titolo di stato con l'acquisto di un di opzioni Put (strumenti finanziari derivati altamente speculativi).
Proprio oggi arriva la notizia che il GIP di Trani, Michele Nardi, ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm di Trani Antonio Savasta, nei confronti del governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio per favoreggiamento proprio nella vicenda di Banca121.
Praticamente tutte le Procure della Repubblica pugliesi stanno indagando sul prodotto, alcune (come recentemente Taranto e Lecce) hanno disposto il sequestro (ai querelanti o in tutto il territorio di competenza della procura). L'ipotesi di reato e' quella di truffa contrattuale. Uno degli elementi d'accusa particolarmente forti e' la perizia tecnica d'ufficio di un funzionario della Banca d'Italia, il dott. Massimo Pariotti, che evidenzia come attraverso questi prodotti la banca, in presenza di un "conflitto tra i propri interessi e quella della clientela investitrice", lucrava sulla componente speculativa del prodotto "percentuali variabili tra il 43% ed il 52%" senza assumere nessuna forma di rischio. In altre parole, i clienti si assumevano un rischio enorme vendendo inconsapevolmente una opzione put alla banca ad un prezzo fuori mercato. La stessa acquistava sul mercato, ad un prezzo equo, la stessa opzione coprendosi cosi' dal rischio dell'andamento del mercato e lucrando circa il 50%. Il rischio che i clienti, a scadenza, non pagassero, in caso di andamento negativo dei mercati, era coperto dall'obbligazione. In pratica, la banca ha progettato un prodotto finanziario a danno dei clienti allo scopo di ricavare un ingiustificato profitto.
Sono centinaia ormai le denunzie penali e Banca121 cerca di fare di tutto per arginare il problema senza pero' risolverlo alla radice nell'unico modo in cui dovrebbe: rimborsando i risparmiatori.
Lo sbando al quale e' arrivata la Banca e' testimoniato da una lettera che recentemente e' stata spedita a tutti i clienti che avevano i "BTP Index" in scadenza con la quale si comunicava al cliente che sebbene alla scadenza del BTP Index Banca121 avrebbe esercitato le opzioni put, il denaro prelevato dai conti correnti sarebbe stato depositato in un apposito conto e sarebbe stato utilizzato per "risolvere" la questione.
In pratica la banca ha deciso di "auto-sequestrarsi" i proventi dell'esercizio dell'opzione Put nell'estremo tentativo di dissuadere i clienti dall'adire le vie legali.
Se non ci fossero in ballo i risparmi di migliaia di investitori ci sarebbe veramente da ridere. Non si e' mai vista una banca alla quale e' stato sequestrato un prodotto in quanto tale (come nel caso di Taranto, si veda il comunicato stampa all'indirizzo: clicca qui), che "congeli" il risultato di una operazione finanziaria "in attesa di trovare una soluzione". Cos'altro deve succedere affinche' il gruppo Monte dei Paschi di Siena si decida a mettere mano al portafoglio e risolvere il problema una volte e per tutte?
Nel frattempo, l'unica soluzione veramente sensata e' quella di procedere con la via giudiziaria affinche' la banca si decida a trovare una soluzione per tutti. La strada, cioe', che l'Aduc ha intrapreso fin dall'inizio di questa triste storia di risparmio tradito.
Alessandro Pedone, consulente Aduc per la tutela del risparmio
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