BANCHE E POLITICA DELL'EURO
DUE PIANETI DIVERSI, CON GLI SPECULATORI IN AGGUATO?
Firenze, 8 Aprile 2002. Il servizio "SOS online" che abbiamo sul nostro portale e' sempre rilevatore di sorprese e di conferme. I consumatori ci inviano le loro segnalazioni e richieste di consigli, e noi rispondiamo entro 48 ore senza alcun aggravio economico, pubblicando il tutto nel settore "Cara Aduc" , una sorta di archivio con centinaia di migliaia di lettere, tutte indicizzate nei motori di ricerca di Internet e che, per questo, costituiscono un archivio non indifferente a cui ognuno puo' accedere per cercare un consiglio al suo problema prima, eventualmente, di porcelo direttamente.
Oggi abbiamo ricevuto il messaggio che riportiamo sotto e che -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- definire segno di una situazione diffusa e' il minimo da dire, e aggiungiamo che parlare di speculatori in agguato e' anche troppo poco, perche' probabilmente dovremmo parlare di affossatori delle politiche dell'euro e degli sforzi che ognuno -governati e governanti- sta cercando di fare con la moneta e le politiche comunitarie. La questione riguarda le esose commissioni per riscuotere un assegno in Euro di un istituto non-italiano: noi abbiamo perfettamente chiaro che una banca, in teoria, per fare un servizio puo' legittimamente chiedere anche il 10% dell'importo complessivo dell'operazione, ma cio' non toglie che possano serenamente essere definiti come speculatori in agguato e anti-europei.
Ecco il testo del messaggio:
Se ricevete un assegno ("cheque", "check" o altro) emesso da un istituto bancario europeo su un conto di un cittadino europeo, naturalmente in Euro, non crediate di poterlo incassare come un suo equipollente emesso da una banca italiana.
Mentre uomini e merci circolano liberamente da qualche anno fra gli stati membri, cosi' non sembra essere (almeno per le banche italiane), per i titoli di credito. Questi pagano ancora dogana. Eccome!
Mi e' giunto in questi giorni da una banca tedesca un "A/B" di 255,00 Euro (500.000 vecchie Lire) e con esso mi sono presentato in 3 diversi sportelli per il suo versamento in conto personale, unitamente ad altri assegni italiani. Intanto esso non puo' essere aggiunto a questi ultimi ma va assoggettato ad una operazione a parte (gia' un costo in piu'); ma cio' che mi ha sconvolto e' l'esosità del costo di accredito. Queste le condizioni offertemi dai tre diversi istituti di credito:
- Banca Nazionale del Lavoro, 2,58 Euro fissi + 1,50% sull'importo;
- S.Paolo-IMI, 10,30 Euro fissi;
- Banca Popolare di Novara, 7,80 Euro fissi + 0,20% sull'importo.
Notare che il funzionario del S.Paolo ha specificato che trattasi di tariffa stabilita dall'ABI e uguale per tutti. Ma la ciliegina arriva dal Credito Italiano. Un direttore di filiale al telefono ha osato dire: "Le spese? Saranno 30 o 40 mila lire, comunque mi faccia vedere che assegno e' (???), poi vediamo".
Ma adesso, non e' l'Euro la nostra moneta? E se il mio assegno fosse stato solo di 30 o 40 Euro io dovrei pagare il 50% di commissioni? E non e' vergognoso che si paghino ancora tali commissioni per titoli che, oltre ad essere nella nostra moneta, sappiamo benissimo non avere che esigui costi per la loro negoziazione, in virtu' delle tariffe stabilite dalla Banca Centrale Europea?
Si tratta di un altro malcostume degli Istituti Italiani e dell'ABI o e' un vizio comune in tutti i paesi dell'Unione?
Se qualcuno ha una risposta o una soluzione, mi scriva, per favore; io l'assegno non ho ancora avuto il coraggio di versarlo.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti