Giovedì 4 giugno 2026
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BENZINA E LIBERALIZZAZIONE

Comunicato ·

Roma, 19 Gennaio 2007. Sulla necessita' di liberalizzare il settore dei carburanti siamo intervenuti tante di quelle volte da aver consumato i tasti del nostro computer. Ben vengano, quindi, in questo senso le decisioni del Governo. Vogliamo sottolineare, se ce ne fosse ancora bisogno, alcune questioni:
1. Non si capisce perche' la benzina deve essere tassata al 67% come e piu' di un bene di lusso, oltretutto con una tassa sulla tassa (all'accisa si aggiunge l'IVA).
2. Nel prezzo della benzina e' compreso anche il costo per la guerra in Abissinia. Incredibile? No, e' proprio cosi' e non solo. Riportiamo qui sotto tutti gli eventi che hanno determinato un aumento delle accise (imposte) sulla benzina:
* 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
* 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
* 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
* 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
* 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
* 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
* 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
* 205 lire per la missione in Libano del 1983;
* 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
* 39 lire (0.020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004.
Il tutto per 0,25 euro, cioe' 486 lire. Naturalmente la motivazione si e' persa perche' l'aumento e' stato assorbito come entrata ordinaria. In un Paese civile al cessare della causa che determina una tassa cessa la tassa stessa. In Italia non e' cosi'.
Vogliamo diventare un "paese normale" o no?
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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