Sabato 6 giugno 2026
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Bonus per biciclette. Soldi buttati via

Comunicato · Vincenzo Donvito ·
Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha deciso di stanziare nuovi fondi per favorire l'acquisto di biciclette, visto il successo di quelli precedenti, esauriti in poco tempo.
Sembrerebbe una buona notizia perche' non la si puo' non legare alla decongestione del traffico urbano, al minor inquinamento e ai benefici per la salute di chi pedala. Ma sono benefici solo apparenti, perche' la realta' e' un'altra, tale che alla fine risultano soldi buttati via, e se consideriamo che il Governo sostiene che il carico fiscale va diminuito, non e' certo questo un buon metodo alla bisogna.
Succede spesso che le biciclette in vendita siano in offerta, per esempio 399 euro su un prezzo ufficiale di 500, ma se si chiede al commerciante di applicare il bonus, il prezzo non e' piu' quello scontato ma quello pieno; per cui, con il bonus del 30% l'acquirente va a pagare 350 euro invece di 399, con un guadagno di 49 euro (1)... a chi giova il bonus? In minima parte al consumatore, in toto al commerciante e -l'aspetto piu' eclatante- con un aggravio da parte dello Stato che avrebbe potuto anche non esserci.
Ma l'aspetto piu' eclatante dell'inutilita' del bonus e' sul fatto che la maggior parte delle citta' non sono attrezzate (o lo sono poco o malamente) per favorire una mobilita' ciclistica: valgano per tutte gli esempi di Milano e Roma. Per cui i ciclisti si devono destreggiare nel traffico, quasi sempre violando il codice della strada perche' se dovessero comportarsi come auto e moto non avrebbe senso l'uso della bici; non solo, ma i pericoli fisici di questo destreggiarsi sono altissimi, sia per il pericolo incidenti che per l'inalazione di gas di scarico... e i benefici salutisti dell'uso della bici vanno a ramengo. E perche' la bici dopo un po' non dovrebbe essere attaccata al chiodo e restarci li' tranne che per qualche domenica? A cosa e' valso l'acquisto, tanto vale che si fruisca dei bike-sharing (li' dove ci sono, e Roma e Milano in parte lo hanno)?
Non sarebbe, quindi, stato meglio che questi soldi fossero stati destinati perche' le citta' divenissero piu' ciclisticamente percorribili? Non e' un caso, infatti, che quelle poche citta' che hanno piste ciclabili decenti hanno un numero di ciclisti che le altre citta' se lo sognano... e senza bisogno di bonus per gli acquisti.
O forse non si e' pensato in questo modo perche' ci sarebbe stato un effetto meno mediatico rispetto ai soldi che (in teoria, come da esempio di sopra) passano di mano in mano?
Se pensiamo che in Olanda stanno realizzando da tempo anche le autostrade per biciclette, onde favorirne l'uso anche per il pendolarismo lavorativo (2), un senso di sconforto ci assale e ci preoccupa che' i nostri governanti non riescano ad andare oltre gli aspetti di facciata.
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