Giovedì 11 giugno 2026
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CALCIO QUASI OVUNQUE IN TV: ERA ORA. COSI' SVUOTEREMO GLI STADI DAI COSTOSI FACINOROSI E VIVREMO TUTTI PIU' SERENI E TRANQUILLI

Comunicato ·

Firenze, 10 Gennaio 2004. La rivoluzione che avverra' dal 22 gennaio in televisione, dove potranno essere viste partite di calcio anche sul digitale terrestre di Mediaset e de La7 pagando pochi euro, e' molto piu' di un'innovazione tecnologia e di una maggiore offerta d'informazione: e' un evento epocale che segna -finalmente- il passaggio dal predominio dell'incivilta' della tifoseria calcistica al razionale e civile.
Alcuni sono preoccupati perche' gli stadi si svuoteranno. E noi diciamo "era ora!!". Perche' siamo stufi di vedere convogli ferroviari con facinorosi che viaggiano gratis o pullman scortati sulle autostrade, e che impegnano la forza pubblica durante il viaggio, nel transito delle varie stazioni, durante i trasferimenti da e per le stazioni, e tutt'intorno agli stadi e dentro. Siamo stufi di quartieri delle citta' militarizzati per dare a queste persone la liberta' di distruggere la serenita' di chi vi abita e i portafogli dei contribuenti. Che se ne stiano a casa, o nei loro circoli davanti ai maxi schermi e non coinvolgano piu' ognuno nelle loro incivili soddisfazioni.
Crollera' l'economia legata al fenomeno della partecipazione agli stadi? E' probabile all'inizio. Ma come una volta gli stadi si riempivano di folle urlanti per vedere i gladiatori che si ammazzavano fra di loro, e a tutti oggi questo spettacolo sembrerebbe assurdo, siamo oggi ad un punto di svolta per la fine dell'attuale barbarie.
L'economia degli stadi, che non vivono di sole partite di calcio, lentamente si rimodellera' alle nuove esigenze, al nuovo pubblico e ai nuovi eventi, e auspichiamo che le amministrazioni comunali invece di costruire stadi sempre piu' grandi cominceranno a costruire parcheggi ovunque, ad attrezzare aree verdi e a potenziare la pubblica mobilita'.
Come in tutti i cambiamenti, i conservatori saranno molto resistenti, disegnando scenari di cataclismi economici (meno soldi ai calciatori gia' miliardari?). Tutte balle inventante da chi non sa guardare oltre il proprio naso e di chi, con gli introiti miliardari di oggi, riesce solo ad avere non poche societa' calcistiche sull'orlo del fallimento, della bancarotta e con dubbie gestioni finanziarie.
Invece l'economia e i soldi intorno alle partite di calcio ci sono e continueranno ad esserci. Si tratta solo di modellare il tutto alle nuove esigenze, a partire non sono dalle tasche di chi ci guadagna, ma anche da chi potra' godere dello spettacolo delle partite senza rischiare la vita perche' non ha alternative ad andare allo stadio, senza dover pagare cifre stratosferiche per biglietti e abbonamenti, e soprattutto da chi, non interessato agli spettacoli dei gladiatori del 2000, vuole starsene tranquillo a casa sua, in un treno, in una stazione ferroviaria o in un autogrill lungo le autostrade senza subire la violenza di chi viene protetto, coi soldi pubblici, per esercitarla.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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