CANNELLA,VIN BRULE' E DOLCI NATALIZI. ATTENZIONE AL FEGATO!
Roma, 27 Novembre 2006. Chi ha cura del proprio fegato dovrebbe astenersi dal bere vin brule' e dall'uso di prodotti alla cannella. Questa spezia aromatizzante, che viene usata per i biscotti e altri dolci di Natale e aggiunta al vin brule', ha perso la sua buona reputazione. L'Istituto di valutazione dei rischi sanitari (BfR, Germania), dopo il primo avvertimento di quest'estate, torna a mettere in guardia dalla cumarine contenute nella cannella: possono nuocere alle cellule epatiche, cioe' al fegato. In Svizzera, l'Uffico federale della sanita' pubblica ha disposto il ritiro dal mercato di alcuni prodotti alimentari che contenevano un eccesso di cumarine.
Le cumarine sono sostanze che si percepiscono con l'odore del fieno fresco. In naturopatia vengono sfruttate soprattutto come antiartritici sotto forma di impacchi di fieno.
In commercio esistono due varieta' di cannella: quella Cassia e la Ceylon. La prima e' usata prevalentemente per la produzione di dolci industriali e contiene un'alta concentrazione di cumarine, la seconda, utilizzata comunemente in cucina, non pone alcun problema a livello sanitario. L'uso di cannella Ceylon per la preparazione di dolci casalinghi o per il classico vin brule' familiare non presenta quindi rischi per la salute a patto che non se ne faccia un uso eccessivo. L'Ufficio federale svizzero raccomanda per i bambini una sola porzione giornaliera. Per porzione si intende, ad esempio, quattro stelle alla cannella o un piccolo pane con spezie (30 g) o due barre di cereali alla cannella o una scodella di muesli alla cannella (75 g).
Sull'argomento la deputata Donatella Poretti, della Rosa nel Pugno, ha presentato una interpellanza al ministro della Salute, Livia Turco:
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Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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