CAOS TRENI DOPO OCCUPAZIONE TIBURTINA. PAGA COME SEMPRE L'UTENTE/CONSUMATORE. EPPURE CI VORREBBE POCO...
Firenze, 25 Giugno 2007. La disperazione e' quella che in genere porta le persone a rivendicare un proprio presunto diritto calpestando quello di altri. E' quanto accaduto oggi alla stazione di Roma Tiburtina, con l'occupazione dei binari da parte di alcuni pendolari imbufaliti perche' Trenitalia li ha snobbati nel cambio tariffario dei loro abbonamenti e, ovviamente, li ha penalizzati. Sistema ferroviario in tilt essenzialmente nella tratta Firenze-Roma, una delle piu' importanti della rete.
Tra i due presunti colpevoli -Trenitalia incolpa i pendolari, questi ultimi incolpano Trenitalia- a pagare e' l'utente/consumatore del servizio: colui che non c'entra nulla e che nonostante decreti e lenzuolate di questo Governo e Parlamento, continua imperterrito ad essere l'anello debole del sistema economico e politico. Economico perche' e' il soggetto che ne subisce le conseguenze piu' pesanti e costose. Politico perche' e' vittima di un sistema e di un modo di rivendicare il proprio presunto diritto calpestato, dove sembra la cosa piu' naturale al mondo farlo calpestando quello di altri. In questo contesto -come sempre- accadra' che i due presunti colpevoli non pagheranno per le loro presunte colpe, tutto tornera' come prima e... alla prossima.
A nostro avviso dovrebbe/potrebbe funzionare cosi'.
Siccome vige il monopolio, Trenitalia dovrebbe obbligatoriamente trattare in modo civile con chiunque ponga un problema su qualita' e costo del servizio che eroga, e sempre obbligatoriamente trovare un accordo che, altrimenti dovrebbe decidere un giudice terzo: tutto in tempi brevissimi si' da non creare problemi, come nel nostro caso, ai pendolari. Se nonostante questo qualcuno arrecasse danno, come nel nostro caso con l'occupazione della stazione, gli occupanti dovrebbero essere inflitte delle multe da capogiro che dovrebbero finire in un fondo per il risarcimento degli utenti/consumatori che hanno subito il danno con il blocco del traffico.
Questa, pero', sembra fantapolitica e nei decreti e nelle lenzuolate non se ne parla, cosi' come non se ne e' parlato tutte le volte che situazioni come quella di Tiburtina si sono presentate. Al sindacato confederale, probabilmente, dei lavoratori/pendolari disperati non gliene frega niente. Cosi' come non frega niente dei propri clienti al monopolista Trenitalia che, anzi, ci verra' a raccontare che lui non e' monopolista perche' ci sono due treni al giorno (per esempio Cisalpino che e' proprieta' a meta' tra Trenitalia e ferrovie svizzere) che da Roma vanno in Svizzera...
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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