Giovedì 4 giugno 2026
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IL CARCIOFO. CONSIGLI

Comunicato ·

Roma, 18 Aprile 2005. Si e' appena conclusa la 55a edizione della Sagra del carciofo romanesco a Ladispoli (Roma), che ha avuto la classificazione Igp (indicazione geografica protetta). Di questa pianta ricordiamo la pubblicita' di un liquore, il Cynar, che prometteva di combattere il "logorio della vita moderna" e l'attribuzione del termine "carciofo" a persona non particolarmente brillante. Vediamo di capirne i motivi.
Il carciofo grazie al suo principio attivo, la cinarina, stimola la produzione della bile, che facilita la digestione dei grassi e agisce sui reni, facilitando il drenaggio delle tossine. Inoltre, abbassa il colesterolo, percio' e' un ortaggio molto indicato per chi soffre di iper-colesterolemia. Lo stress quotidiano altera la funzionalita' epatica e intestinale per cui un tonificante naturale non puo' che far bene, salvo assumerlo direttamente dalla pianta, che' il liquore per il suo contenuto alcolico non e' proprio il rimedio migliore. La cinarina e' termolabile per cui e' consigliabile mangiare l'ortaggio crudo. Il carciofo:
* rapportato al costo e' piuttosto caro, infatti, circa il 65% del prodotto viene scartato;
* ha uno scarso apporto calorico;
* e' povero di vitamine;
* e' ricco in potassio e ferro (poco utilizzabile);
* e' ricco di fibra alimentare, cellulosa non assimilabile, che puo' essere utilizzata per favorire il transito intestinale.
Insomma il carciofo vale poco dal punto di vista alimentare e questo ne giustifica il nome attribuito a persona, come detto, non particolarmente brillante.
Del carciofo ne esistono tante varietà, disponibili sul mercato in periodi diversi dell'anno. Per essere sicuri della freschezza occorre scegliere carciofi con foglie dure e lucide, che si spezzino facilmente e in cima siano ben serrate l'una contro l'altra. Un particolare curioso: sembra che la cinarina stimoli i ricettori dei sapori dolci nelle papille gustative della lingua, di conseguenza il cibo acquista un sapore dolce. I carciofi, infine, per il loro alto contenuto di ferro, lasciano in bocca un sapore quasi metallico ed è quindi molto difficile abbinarvi un vino.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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