Cartello anticoncorrenza dei farmaci col contributo del Governo? Denuncia all'Antitrust
Il ministero del Welfare, grazie al proprio sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, ha fatto concludere un accordo a tutte le parti in causa per il recupero dei fondi provenienti dai super-sconti praticati dalle aziende farmaceutiche a farmacisti e grossisti. “Non sono piu' ammessi extra-sconti. I generici sono rinegoziati dall'Aifa. Si aumentera' con norma di legge la quota di spettanza di 'non branded' nella filiera di 8 punti percentuali, distribuiti all'interno della filiera secondo regole di mercato". E. sempre Fazio, continua: "Si riduce del 7% il prezzo al pubblico dei prodotti equivalenti 'unbranded' inseriti nelle liste di trasparenza Aifa. Pero' e' consentita anche eventualmente la rinegoziazione del prezzo". (1)
Siamo un po' esterefatti di questo accordo, per due motivi. Primo perche' tutti gli operatori del settore si mettono d'accordo per il tipo e il livello di sconto che deve essere praticato nella vendita all'ingrosso dei farmaci. Secondo perche' il Governo ha promosso e gioito per questo accordo. Sui primi, abbiamo poco da dire, perche' non fanno altro che praticare l'abituale “vizietto” di dire in un modo e razzolare in un altro, cioe' il libero mercato e la concorrenza vanno bene fintanto che loro ci guadagnano, ma se al guadagno devono affiancare anche una capacita' d'impresa per essere su questo mercato in modo concorrenziale, ecco che tutto va bene, anche la rinuncia alla competizione. Il Governo, invece, ha un comportamento schizofrenico, perche' da una parte dice di voler sempre piu' favorire i consumatori e le piccole e medie imprese, dall'altro promuove quei cartelli che, proprio perche' tali, blindano il mercato a esclusivo vantaggio delle posizioni di rendita delle grandi aziende e, non solo i prezzi al dettaglio rimangono alti, ma anche l'offerta al consumatore viene limitata.
Per questo abbiamo chiesto l'intervento dell'Antitrust.
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