CASA E RISTRUTTURAZIONI. QUANDO IL CITTADINO E' VESSATO. E LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA?
Roma, 1 Marzo 2006. Ristrutturare casa comporta un discreto impegno finanziario al quale si aggiungono altri oneri, che definiremmo impropri, perche' il cittadino deve confrontarsi con la pubblica amministrazione, che fa di tutto per complicargli la vita. Prendiamo, ad esempio, il caso di un abitante di Roma che vuole effettuare lavori di straordinaria manutenzione nella propria abitazione e decide di farli secondo legge. Orbene il nostro cittadino deve innanzitutto munirsi di una serie di documenti, quali:
1. Relazione asseverata di conformita'.
2. Elaborati progettuali (prima e dopo l'intervento).
3. Idonea documentazione da cui si possa evincere la legittimita' edilizia dell'immobile.
4. Certificazione catastale.
5. Abitabilita' e/o occupabilita'.
6. Atto d'obbligo.
Ai documenti sopradescritti va allegata la denuncia inizio attivita' (DIA) che gia' suona male, che' "denuncia" potrebbe essere sostituita da "dichiarazione". Munito della documentazione il nostro malcapitato deve recarsi presso l'Ufficio tecnico del proprio Municipio (ex Circoscrizione) e sottoporre all'attenzione del tecnico di turno la pratica. Fatto questo, ricevera' un modulo per il pagamento dei diritti di segreteria (134,18 euro) con il quale dovra' recarsi, entro la giornata (!!!) presso l'Ufficio cassa che, ovviamente, non e' nello stesso edificio dell'Ufficio tecnico ma ne dista circa 15 minuti di automobile, e, dopo il pagamento, consegnare il tutto all'Ufficio protocollo. Dopo una attesa di 30 giorni potra' iniziare i lavori.
Il bello e' che nei Municipi romani e' previsto anche un ufficio alla "semplificazione amministrativa"!
Sapete cosa accade? Che il nostro cittadino decide di ristrutturare casa senza dire niente a nessuno.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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