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La Cassazione sancisce: notai, casta intoccabile
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Comunicato di Domenico Murrone
26 aprile 2008 0:00
 
C'e' poco da fare, il sistema di privilegi delle caste italiane non si scardina.
I taxi sono sempre pochi, le banche solo dopo un anno annunciano che rispetteranno le nuove regole su mutui e ipoteche sugli immobili, altre corporazioni fanno di peggio.
La sentenza 9878 della Cassazione, depositata il 15 aprile, da' ragione al Consiglio notarile di Verona nel processo contro un notaio incolpato di aver fatto concorrenza 'illecita' ai colleghi nel luglio del 2004. La Corte afferma che la riforma Bersani, che prevede la possibilita' di concorrenza tra professionisti anche sulle parcelle, non ha effetto retroattivo. Poi va oltre, distinguendo il notaio da avvocati, commercialisti e ingegneri. Infatti, la natura 'pubblica' della professione notarile legittima la possibilita' di rendere gli onorari minimi inderogabili, afferma la Cassazione. Dal canto loro, avvocati, commercialisti e ingegneri fanno resistenza passiva, continuando a non farsi concorrenza. A dirlo sono le conclusioni dell'indagine conoscitiva dell'Antitrust sul grado di concorrenza sviluppatosi nell'ambito delle professioni, dopo l'entrata in vigore della legge Bersani. Insomma, le promesse da parte dei vari ordini professionali di autoriformarsi sono state vane, cosi' quasi nessun professionista ha colto la palla al balzo offerta dalle nuove regole che prevedono la liberta' tariffaria (essendo abolite le tariffe minime) e la possibilita' di farsi pubblicita'.
Altro che caro vita, altro che emergenza criminalita', il nodo scorsoio all'Italia e' racchiuso in questi castelli burocratici (ordini professionali, Cassazione) che tutelano interessi particolari che soffocano con le scartoffie ogni tentativo di rinnovamento.
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