Giovedì 4 giugno 2026
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CELLULARI AL MARE. CONSIGLI. NO AL DISTURBO IN SPIAGGIA

Comunicato ·

Roma 27 Luglio 2005. Plof!! E' caduto in mare il telefonino. Appoggiato sulla barca, coperto da attrezzi e asciugamani, e' scivolato. Urla, imprecazioni, disperazione, la voglia di tuffarsi per recuperarlo. C'e' poco da fare pero', perche' l'acqua marina e' entrata e sta corrodendo i circuiti. Si puo' lavarlo con acqua dolce, asciugarlo e portarlo da un tecnico che limiti i danni ma le speranze diminuiscono in proporzione al tempo nel quale il cellulare e' stato in acqua salata. Meglio sarebbe stato acquistare una custodia a tenuta, che avrebbe impedito all'acqua di entrare. A fine estate la stragrande maggioranza dei telefonini che finiscono in riparazione hanno assaggiato l'acqua di mare. Anche sulla spiaggia e' comodo avere il telefonino a portata di mano e.... disturbare i vicini con trilli e conversazioni ad alta voce. Una forma di maleducazione che occorre segnalare e biasimare. La comodita' comunque si paga a caro prezzo se il telefonino viene esposto al sole, perche' i cristalli liquidi del visore sono danneggiati dall'eccessivo calore, cosi' come si reca danno ai componenti se la sabbia penetra all'interno dello strumento. Anche i questo caso e' necessario dotarsi di una custodia stagna e riporre il telefonino sempre all'ombra. Se poi i vacanzieri decidessero di staccare la spina potrebbero lasciare il proprio cellulare nel comodino, oppure attivarlo a determinate ore della giornata. Sarebbe salutare, per il possessore e per i suoi vicini di ombrellone.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
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