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CHIUSURA DISCOTECHE E DIVIETO DI VENDITA ALCOLICI. MA IL MINISTRO GIOVANARDI NON IMPARA MAI?
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Comunicato 
27 giugno 2003 0:00
 

Firenze, 27 Giugno 2003. Il ministro Carlo Giovanardi, in una conferenza stampa in cui ha presentato un sondaggio che vede il 90% degli interpellati a favore dei provvedimenti del Governo per le discoteche, ha precisato che i paletti del disegno di legge sono due: la chiusura alle 3 di notte e il divieto di vendita di alcolici dalla 2 alle 5, mentre sul resto e' disposto a prendere in considerazione soluzioni alternative. A sostegno delle sue tesi ha portato anche i dati della Polstrada che ha individuato il doppio di consumatori di alcool alla guida nella fascia oraria 4/6 rispetto alla fascia 24/2.
Ci domandiamo se il ministro Giovanardi ha ben dosato le argomentazioni a favore delle sue tesi. Il minimo dubbio, per esempio, che i dati della Polstrada siano una conseguenza dell'attuale orario, e che a orario differente potrebbero essere gli stessi, non gli viene? Cioe' se oggi una discoteca chiude alle 5 e la massima concentrazione di guidatori alticci e' tra le 4 e le 6, non si trasformerebbe, a discoteca chiusa alle 3, in una concentrazione tra le 2 e le 4?
E' solo questione di tempo, ad un prevedibile sbandamento iniziale, i frequentatori delle discoteche non modificherebbero il loro rapporto con alcool e altri eccitanti, ma lo sposterebbero solo di orario.
Con l'aggiunta di un'aggravante,
tra l'altro: siccome a letto alle 3 non ci vanno, pur non essendoci discoteche aperte o pub che vendano alcool, si organizzeranno per divertirsi in altro modo, ma pur sempre con il rischio e con l'alcool e, quando ci sono, le pasticche tipo ecstasy. E mentre oggi i luoghi in cui si divertono sono grossomodo circoscritti, individuati e individuabili, domani non lo sarebbero se non fino alle 3.
Bel risultato: ad una impressione iniziale di funzionamento non potra' che seguire il contrario di cio' che ci si proponeva.
L'esempio di altri divieti e restrizioni rivolte ai soggetti, per se stessi, non serve a nulla? Quante urla, strepiti, campagne, denaro per dire ai ragazzi che gli spinelli fanno male e se vengono cuccati devono come minimo fare una trafila dal Prefetto? Tante, ma i ragazzi . niente, continuano a farsi gli spinelli e sono sempre in crescita.
C'e' qualcosa che non torna nella logica del ministro Giovanardi.
A cui rivolgiamo anche una domanda: ma lei, signor ministro, e' mai stato ragazzo? Sa cosa significa la voglia di trasgressione su se stessi? Sa che quando si impedisce questo desiderio umano, la reazione individuale e' di accentuare questa trasgressione, mentre quella civica e' di isolamento e di crescita della cultura dell'illegalita'?
A nostro avviso dobbiamo solo farci meno male. E in questa logica far si' che ognuno abbia le informazioni su cosa sta facendo su se stesso, e a ricordarglielo ci deve essere una organizzazione dell'ordine pubblico e del controllo stradale che consideri la notte alla stregua del giorno. Perche' di notte non si dorme e basta, ma si vive anche. E chi ci vive deve poterlo fare senza disturbare chi dorme, ed avendo un'organizzazione civica e di ordine pubblico che lo tuteli.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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