CIBO CINESE SOTTO I LIVELLI STANDARD DI IGIENE. QUANTO NE ARRIVA IN ITALIA E QUANTO NE E' IN CIRCOLAZIONE? QUALI I PROVVEDIMENTI DEL MINISTERO DELLA SALUTE?
Firenze, 7 Giugno 2004. Circa la meta' del cibo cinese che viene esportato, non rispetta i canoni standard di igiene. Dopo un'indagine su 11 mila aziende del settore, l'amministrazione cinese di certificazione, ha revocato i diritti di esportazione a 2600 di esse, mentre ha dato disposizioni che' apportino alcune modifiche ad altre 3000. Ne da' notizia il sito web della Televisione Centrale Cinese.
Una notizia che ci sembra decisamente preoccupante, non certo per rinverdire le polemiche sulla limitazione dell'import da questo Paese, che lasciamo ai protezionisti senza futuro, ma per cercare elementi di sicurezza che ci tranquillizzino.
Per questo motivo abbiamo inviato questa nota al ministero della Salute per sapere:
- quali di queste aziende cinesi senza piu' diritti di export, e quelle richiamate a migliori standard, hanno rapporti con il nostro Paese;
- una volta individuate queste aziende, quanto dei loro prodotti e' in circolazione sul nostro mercato e dove;
- questi prodotti circolanti sono giunti nel nostro Paese prima o dopo i provvedimenti dell'autorita' cinese;
- qualora fossero arrivati prima, quali sono i provvedimenti della nostra autorita' per garantire la salubrita' degli stessi;
- qualora fossero arrivati dopo, ha la nostra autorita' fatto tutte le verifiche del caso; - se il ministero intende sospendere in modo cautelativo la commercializzazione di tutti questi prodotti, per sottometterli ad una serie di indagini e verificare, in armonia con le autorita' cinesi, se hanno i requisiti sanitari per essere sul mercato.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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