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CLASS ACTION ALLA AMATRICIANA? GLI 800 EURO PER IL RIMBORSO EUROSTAR!!

Comunicato ·

Firenze, 22 dicembre 2007. Abbiamo gia' paventato che la class action che sta per diventare legge dello Stato sia alla amatriciana, ma abbiamo forse sottovalutato il disfacimento e lo sfascismo degli attori di questa azione giudiziaria: associazioni di consumatori e -attori ovviamente anche in questo caso- mezzi di informazione.
Quello che e' accaduto col "successo" del rimborso di 800 euro per i passeggeri dell'eurostar Lecce-Roma ne' e' tragica dimostrazione.
Abbiamo gia' criticato questo accordo come regalo di alcune associazioni "utili idiote" a Trenitalia che, con una manciata di quattrini (ridicola rispetto alla gravita' del fatto) si e' messa il portafogli a posto ed ha placato i bollori di queste associazioni di consumatori (2). Nel contempo abbiamo rilevato che chiamare questo accordo "una prima prova di class action", come hanno fatto queste associazioni, oltre che non vero era pericoloso... e infatti uno dei maggiori quotidiani italiani oggi titola: "Prima class action per il Lecce-Roma, rimborsi record" (3), dove il lettore medio e' portato a credere che in Italia ci sia la class action, che la stessa sia stata attivata in questa occasione e che la class action italiana consente di avere rimborsi in tempi record. Niente di piu' falso! Perche' la class action non e' ancora legge dello Stato e quindi per l'occasione non potrebbe essere stata attivata e, quand'anche lo sara', i tempi saranno tutt'altro che record: una delle maggiori critiche che noi per l'appunto facciamo e' che il meccanismo di attivazione, gestione e soluzione della class action voluta dal Governo e' talmente intricato, macchinoso, burocratico e articolato che, non solo i tempi saranno tutt'altro che record ma proprio l'esistenza di questo meccanismo ne scoraggiera' l'utilizzo.
Purtroppo abbiamo avuto ragione e la class action alla amatriciana ha trovato la sua prima applicazione proprio sulla pelle dei consumatori, regalando gloria e credibilita' solo alle associazioni di consumatori pagate dallo Stato e a chi aveva provocato il danno. Considerato che anche Trenitalia e' dello Stato, la conclusione e' che quest'ultimo ha trovato un buon metodo per assolvere se stesso facendo credere il contrario.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

(2) clicca qui
(3) La Repubblica, pag.18 del 22 dicembre 2007
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