CLASS ACTION. LA DEMAGOGIA SFASCISTA DI ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E DI CONSUMATORI: PROPORRE L'IMPROPONIBILE SOLO PER MOSTRARE IL GRUGNO?
Firenze, 3 gennaio 2008. Questa la notizia battuta oggi dall'agenzia stampa AdnKronos: "Le associazioni di imprese del commercio Confcommercio, Confesercenti e quelle dei consumatori Federconsumatori, Codacons, Movimento difesa del consumatore e Cittadinanza attiva di Ascoli Piceno si avvarranno della 'class action', lo strumento di azione collettiva di risarcimento, per chiedere il risarcimento per i danni che hanno subito bar, ristoranti e consumatori del territorio della Vallata del Tronto a causa della rottura dell'acquedotto Pescara, avvenuta a Tallacano, frazione di Acquasanta Terme (Ap), gestito dal Consorzio idrico intercomunale del Piceno, che ha interrotto l'erogazione dell'acqua nel capoluogo ascolano e in 16 Comuni del territorio interessando 100 mila abitanti.".
Bene -direbbe il lettore disinformato- e' giunta l'ora della resa dei conti!! Ma cosi' non e', perche' si tratta di una presa in giro, giocando sull'effetto mediatico del preannuncio, che queste associazioni stanno facendo ai consumatori e alle aziende coinvolte in questi problemi dell'acquedotto. La legge che queste associazioni hanno fortemente voluto e sostenuto, votata di recente dal Parlamento e che entrera' in vigore solo il prossimo luglio, non consente di fare class action a soggetti diversi dai consumatori, cioe' chi, come una qualunque azienda piccola, grande o individuale, abbia ricevuto un danno da qualcuno (l'acquedotto di Pescara nella fattispecie). Questa legge l'abbiamo fortemente osteggiata (1), in perfetto isolamento, anche per questo motivo... ed ecco i risultati. I maggiori sponsor della legge oggi 'giocano sporco' sulla pelle dei danneggiati (consumatori e non) per cercare gloria a se stessi creando illusioni di cause e giustizia. Probabilmente credono di ricavarne vantaggi, ma noi siamo vigili e pronti a denunciare la schifezza che hanno perpetrato durante il dibattito/voto in Parlamento e in questa strumentalizzazione odierna.
C'e' solo un metodo per passare dalla denuncia alla proposta e -se hanno intenzione di farlo- lo offriamo anche a queste associazioni: mobilitatevi per una modifica della legge appena approvata dal Parlamento, che' impraticabile non solo nella fase di definizione dei soggetti abilitati ad agire in giudizio, ma anche nella fase di raccolta dei frutti in caso di vittoria: il giudice emette solo una sentenza indicativa che, per il risarcimento del maltolto, potra' essere onorata solo dopo un tentativo di conciliazione fra le parti che, se fallisce, sara' solo l'anticamera a lunghi e costosi processi ordinari in sede civile.
Se qualcuno ci contesta questa tempestivita' perche' sarebbe eccessiva per contestare una legge approvata da poco e non ancora operativa, rispondiamo di 'farci un fischio' quando piangeranno (ammesso che abbiano lacrime e siano quindi sinceri) di aver fatto perdere una importante opportunita' a milioni di vessatti/fregati.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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