CLASS ACTION. DOPO L'OK DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA AL TESTO DEL GOVERNO CHE NON RISPETTA LA COSTITUZIONE, LA LOTTA E' PIU' DURA
La Commissione giustizia della Camera ha accolto il testo base proposto dal relatore Maran sulla class action, cioe' il testo del Governo. Non ci sentiamo per niente di condividere l'entusiasmo del presidente di questa commissione, l'on. Pino Pisicchio, che sostiene si tratti di un testo che raccoglie le indicazioni emerse dall'impegnativo ciclo di audizioni tenuto intorno al tema, dalle proposte di legge e dal disegno di legge Bersani. Non lo condividiamo perche' la commissione ha voluto solo tener conto di una campana, cioe' quella della Confindustria, dell'Abi, delle grandi aziende di prodotti e servizi e delle proposte di legge che ricalcavano il passo a quella del Governo. Oltre a questo erano stati auditi anche altri soggetti (noi tra questi - nota 1) che avevamo evidenziato i pericoli di una simile proposta di legge, cosi' come altre proposte di segno opposto erano strate presentate, quattro tra cui anche la nostra a prima firma dell'on. Donatella Poretti (2).
Il modello di class action che approvato oggi e' quello delle azioni giudiziarie adite solo da alcune corporazioni, in dispregio all'art.24 della Costituzione (il diritto del singolo cittadino ad agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi), e quello di una class action dove, a sentenza positiva, per avere il rimborso ogni singolo deve intentare a sua volta un'azione di risarcimento (ipotizzare che per avere un rimborso tra class action e causa individuale successiva occorreranno forse venti anni, non ci sembra azzardato).
Secondo la nostra proposta chiunque invece puo' adire la class action e il giudice decide se accettarla o meno. I rimborsi sono automatici a fine sentenza per chiunque, anche non presente in giudizio, abbia ricevuto un danno dall'illegalita' sanzionata: Inoltre sono previste regole precise per tutte le fasi processuali -cosa totalmente assente dal progetto governativo, per cui si presuppone un ulteriore normazione.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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Il modello di class action che approvato oggi e' quello delle azioni giudiziarie adite solo da alcune corporazioni, in dispregio all'art.24 della Costituzione (il diritto del singolo cittadino ad agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi), e quello di una class action dove, a sentenza positiva, per avere il rimborso ogni singolo deve intentare a sua volta un'azione di risarcimento (ipotizzare che per avere un rimborso tra class action e causa individuale successiva occorreranno forse venti anni, non ci sembra azzardato).
Secondo la nostra proposta chiunque invece puo' adire la class action e il giudice decide se accettarla o meno. I rimborsi sono automatici a fine sentenza per chiunque, anche non presente in giudizio, abbia ricevuto un danno dall'illegalita' sanzionata: Inoltre sono previste regole precise per tutte le fasi processuali -cosa totalmente assente dal progetto governativo, per cui si presuppone un ulteriore normazione.
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