CONDONO EDILIZIO OVVERO FIERA DELL'IPOCRISIA
Roma, 18 settembre 2003. Sul condono edilizio continua il gioco delle parti che, di volta in volta, vede gli attori recitare parti diverse. I condoni, di qualsiasi natura, rappresentano la negazione dello Stato di diritto, premiando i furbi a danno degli onesti, ma di quest'aspetto sembra che nessuno se ne preoccupi: il pensiero e' tutto focalizzato sui soldi che si potranno incamerare o che si dovranno spendere per fornire di servizi gli immobili condonati. Il condono del 1985 fu sponsorizzato da una parte politica opposta a quella che lo varo' nel 1994, e pochi sanno che il condono stesso prosegui' fino al 1998 (altro Governo), con la riapertura dei termini per pagare l'oblazione del condono del '94, e nel 1997 con il condono degli abusi sugli immobili pubblici. Quanto alla sollevazione degli amministratori locali ricordiamo che i Sindaci sono responsabili della vigilanza, della requisizione o dell'abbattimento degli immobili abusivi. Dal 1994 sono stati costruiti, secondo il Cresme, 362mila abitazioni abusive. Dov'erano e cosa facevano i Sindaci? Si dovrebbero intasare gli Uffici giudiziari con denunce per omissioni d'atti di ufficio per migliaia di Sindaci? Il fatto e' che mancando lo Stato di diritto si ricorre ai condoni. Che qualcuno si stracci le vesti fa parte della recita.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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