CONFEZIONI DEI FARMACI TARATE SULLA MALATTIA? SOLO PER FAR GUADAGNARE L'INDUSTRIA FARMACEUTICA. L'UNICA RISPOSTA E' NELLA VENDITA SFUSA
intervento dell'on. Donatella Poretti della Rosa nel Pugno
Firenze, 30 ottobre 2006
Il vicepresidente di Farmidustria, Claudio Cavazza, ha rilanciato, con l'intento di razionalizzare le confezioni dei medicinali ed evitare gli sprechi, una sua vecchia proposta, le confezioni monodose per i farmaci, rivisitata pero' cosi': piccole confezioni per trattare malattie acute, scatole grandi se la terapia e' cronica e richiede una cura di lungo termine.
Cavazza, che e' anche presidente dell'azienda farmaceutica Sigma-Tau, sta evidentemente pensando solo al proprio business, e da industriale fa bene. Ma spacciare questa proposta come qualcosa per evitare gli sprechi, forse trovera' d'accordo la commissione Affari Sociali della Camera che, solo alcuni giorni fa, ha bocciato una mia proposta per la vendita dei farmaci sfusi, che avrebbe comportato -secondo i calcoli dell'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori)- solo per gli antibiotici un risparmio di 400 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale.
Non bisogna essere luminari del packaging per sapere che una piccola confezione di un prodotto fa costare molto di piu' il medesimo prodotto rispetto ad una grande confezione, e che la sola alternativa -a vantaggio di consumatori e Stato- e' la vendita sfusa, cosi' come avviene negli Usa e in Canada e come ha ben sperimentato di recente la comunidad della Galizia in Spagna.
I poteri di lobby di Farmindustria e della Sigma-Tau saranno superiori alla mia proposta (firmata anche da Verdi, Pdci e Prc) e convinceranno chi di dovere a introdurre questo tipo di confezioni? Ho forte propensione a credere di si', medesima forza con cui faro' tutto il possibile perche' questo vero e proprio bagno di soldi per Stato e consumatori non venga approvato.
Qui la proposta bocciata con alcuni strascichi:
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