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CONSUMATORI: SEMPRE PIU' DIFFICILE CHIEDERE GIUSTIZIA. COME CAMBIARE IL SIGNIFICATO DELLA CLASS ACTION. LA CORPORAZIONE DELLE ASSICURAZIONI RINGRAZIA

Comunicato ·

Firenze, 4 Febbraio 2005. Con la sentenza 2207/2005 delle sezioni unite della Cassazione si stabilisce che i ricorsi degli automobilisti contro il caro-assicurazioni (la sanzione dell'Antitrust contro il cartello di quelle assicurazioni che si erano accordate per l'aumento uniforme dei prezzi) devono essere depositati in Corte d'Appello e non piu' al giudice di pace. Si e' cosi' modificata la decisione della stessa Corte, presa circa un anno fa, che dava il via libera a questi ricorsi per importi non superiori a 1000 euro.
Secondo alcune fonti della Suprema Corte, riferite dell'agenzia Ansa, ci sarebbero vantaggi e svantaggi per i consumatori. Vediamoli.
Lo svantaggio sarebbe che in Corte d'Appello e' obbligatorio essere assistiti da un avvocato, e l'eventuale ricorso va poi presentato in Cassazione. Mentre con la procedura precedente era previsto, dopo il giudice di pace, il passaggio al Tribunale e poi in Cassazione. Piu' che uno svantaggio a noi sembra una sorta di parola fine a questo tipo di ricorso. Che era proprio reso fruibile, per piccoli importi, proprio per il fatto di poter essere esperito senza il supporto di un avvocato. E poi c'erano i due possibili passaggi successivi di giudizio, che oggi e' diventato solo uno.
Il vantaggio sarebbe "di aprire la strada ad una sorta di Class Action perche' presumibilmente le cause degli automobilisti che finiranno in una stessa Corte d'Appello verranno riunite e saranno decise da uno stesso giudice". Qui, invece, siamo al totale stravolgimento e "infinocchiamento" del consumatore, presunto trinariciuto incolto che dovrebbe sentirsi appagato dal solo pronunciamento delle magiche parole "Class Action". Per fortuna cosi' non e'. I consumatori sanno che la Class Action e' tutt'altra cosa: l'unica che noi conosciamo e' quella Usa, in quanto legge da diverso tempo e utilizzata anche da noi come per esempio nel caso Parmalat per cui siamo in causa a New York; e che non ha niente a che fare con questa semplice unificazione delle cause: che non prevede, come nella Class Action, il riconoscimento del danno e del rimborso che viene automaticamente esteso a tutti coloro che ne sono stati vittima.
Una bella batosta per il consumatore che vuole chiedere giustizia, che si ascrive, a nostro avviso, in una tendenza a rendere piu' difficile qualunque accesso alla giustizia, con la beffa di far credere di operare per il bene dei consumatori. Ricordiamo a proposito l'obbligo, per le contese sulle Comunicazioni, di dover adire la conciliazione davanti ai Corecom regionali, spesso latitanti, senza personale e dove, soprattutto, non c'e' l'obbligo della controparte del consumatore a presentarsi; e solo dopo aver perso tempo con lunghe trasferte (gli uffici sono nei capoluoghi di regione) e improbabili conciliazioni per pochi euro, ci si puo' rivolgere al giudice di pace.
Nella fattispecie crediamo che la corporazione degli assicuratori stia brindando e ringraziando le sezioni unite della Cassazione che, lo ricordiamo, quando sono tali hanno fatto legge e non solo giurisprudenza.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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