Lunedì 8 giugno 2026
Menu

CONTRO I PREZZI ALTI, UNA POLITICA DEI E SUI CONSUMI

Comunicato ·


LETTERA APERTA DELL’ADUC AI MINISTRI ECONOMICI

Firenze, 23 Agosto 2002. L’Aduc ha inviato una lettera aperta al ministro delle Attivita’ Produttive, Antonio Marzano, e a quello dell’Economia, Giulio Tremonti.

Quello che e’ esploso in questi giorni sulla questione prezzi e’ decisamente preoccupante, per chi governa e per chi consuma. Primo perche’, al di la’ delle difese d’ufficio che voi stessi fate dei metodi Istat, c’e’ una percezione diffusa che nel Governo non ci sia consapevolezza di questi aumenti. Secondo, e di conseguenza, perche’, invertendo la tendenza in atto, stanno avanzando proposte di prezzi controllati: una sciagura che non auguriamo ad alcuno. Terzo perche’, a partire dall’Istat, ne sta risentendo la credibilita’ del Governo e delle Istituzioni.
Un contesto in cui ad alcuno –Governo e consumatori- giova arroccarsi e accusarsi reciprocamente di sottovalutare o sopravvalutare la situazione.
Il vecchio detto "chi semina vento raccoglie tempesta" e’ proprio quello giusto.
Il vento seminato (da questo Governo come da quelli precedenti) e’ stato quello di sottovalutare la necessita’ di mercato che il nostro Paese avrebbe avuto in una economia senza frontiere, e in altrettanti consumi senza frontiere. Apportando piccole o insignificanti (quando non aggravanti) modifiche alle regole del commercio che, di fatto, hanno impedito che un mercato concorrenziale fosse quello su cui produttori e consumatori si potessero confrontare, con lo Stato che drenava fiscalmente su questo e non su rendite di poteri di concessioni. Una situazione di stallo e consolidamento in cui c’e’ stata anche una grande responsabilita’ delle associazioni dei commercianti, sempre ed unicamente schierate alla difesa delle nicchie corporative di rendita parassitaria.
I pilastri di questa situazione sono:

- i divieti delle vendite sottocosto, entrate in vigore lo scorso ottobre. Reintroducendo il controllo dello Stato sulle promozioni e sui saldi. Regolamentando una materia gia’ disciplinata dalle leggi contro le attivita’ predatorie (se fosse realmente questo, cio’ che la legge voleva impedire ….).
- la mancanza di liberalizzazione delle licenze commerciali. La legge Bersani lo ha consentito per le piccole superfici, ma si e’ arrogata il diritto di impedirla per quelle piu’ grandi, ben consapevole che negli anni 2000 il commercio non passa dal negozio di alimentari sotto casa (che e’ rarissimo), ma negli ipermercati e supermercati.
- la mancanza di liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Una materia lasciata in mano alle amministrazioni comunali, che ne fanno un uso strumentale ai loro rapporti di potere con sindacati e associazioni dei commercianti, ma non ad uso e consumo dei consumatori. Ragion per cui sarebbe materia che, liberalizzata, non dovrebbe riguardare loro, se non, ovviamente, negli aspetti tecnico/sanitari.
- oneri fiscali gravosi e inutili per i commercianti, a partire dal protrarsi di quella vera e propria sofferenza che e’ lo scontrino fiscale.

Una situazione di legami che porta il finto mercato a situazioni di impazzimento come quella di questi mesi, dove a pagarne le spese sono solo lo Stato e i consumatori, mentre i commercianti sembrano gli unici a trarne vantaggio. Lo Stato perde di credibilita’, i consumatori vedono le proprie tasche svuotarsi e gli stipendi legati ai numerini dell’Istat, i commercianti ne approfittano (i ricarichi di guadagno che abbiamo documentato noi in questi giorni sull’ortofrutta, e quelli dello specifico Osservatorio del Governo, indicano una media di ricarico del 300%).
Non crediamo di essere estremisti o di voler delegittimare le istituzioni (come qualche persona autorevole ha piu’ volte ripetuto), chiedendo che la risposta sia quella della concorrenza e del mercato. L’obiettivo e’ aumentare la circolazione delle merci, le vendite e i consumi. I commercianti sarebbero piu’ oculati nei ricarichi e nella qualita’, lo Stato avrebbe piu’ introiti fiscali dalla quantita’ (compensando la diminuzione della fiscalita’ sulle posizioni), i consumatori avrebbero piu’ scelta, spenderebbero meno e potrebbero consumare di piu’.
Grazie per la considerazione di queste opinioni e consigli.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →