Giovedì 4 giugno 2026
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CONVEGNO VIRTUALIZZARE I BENI MUSEALI

Comunicato ·

Roma, 20 Maggio 2006. I beni museali sono i luoghi di raccolta della memoria di una civilta' e di trasmissione del patrimonio di conoscenze. Per gli abili e i diversamente abili, le nuove tecnologie rendono fruibili questi spazi, aprono nuovi mercati e contribuiscono allo sviluppo civile ed economico. Questo il tema del convegno, promosso dall'Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori. Insieme al segretario dell'Associazione, Primo Mastrantoni, hanno preso parte alla discussione Giampiero Perri dell'Officina Rambaldi, Stefano Milioni docente di marketing, Marzia Piccininno del Ministero dei Beni Culturali, Antonella Magagnini dei Musei Capitolini, Eva Pietroni del Cnr. Significative, inoltre, le testimonianze portate da Paolo Pietrosanti, non vedente, e da Bruno Tescari della Lega Arcobaleno per capire quanto i processi di virtualizzazione renderebbero possibile l'accesso al patrimonio culturale anche a chi non ne puo' usufruire.
L'introduzione di nuove tecnologie, come la virtualizzazione dei beni museali, e' un passo verso la tutela e la riscoperta del nostro passato, dichiara Primo Mastrantoni. In Italia, i siti web museali svolgono prevalentemente funzioni basilari. Sono pochi i casi in cui gli utenti, oltre a poter usufruire dei sistemi della biglietteria e delle prenotazioni, hanno la possibilita' di viaggiare virtualmente all'interno delle sale o tra i siti archeologici. La virtualizzazione permetterebbe di "coniugare al tempo presente", i beni culturali, dalla colonna in terra, ai resti delle case dell'antica Roma, fino al quadro appeso al muro di un museo. Il notevole incremento di visite avute nel Colosseo, dopo l'uscita del film "Il Gladiatore", rende evidente quanto l'introduzione di nuove tecnologie possa riavvicinare il passato al presente, coinvolgendo attivamente cittadini e turisti. Pensiamo a quante persone in piu' visterebbero i Fori Romani se potessero calarsi virtualmente in quell'era storica, attraverso una ricostruzione virtuale del sito archeologico stesso, dove un "Cicerone" in 3D spiegasse quello che effettivamente erano quell'insieme di pietre che, per molti, oggi sono solo ruderi. Il museo del Louvre di Parigi e' un esempio da tenere in considerazione per l'attenzione verso i disabili, con una parte del sito dedicata solo all'illustrazione interattiva dei vari accessi utili; per la cura con cui sono presentate le schede informative di ogni opera; per la possibilita' di effettuare tour virtuali e veri e propri viaggi tematici; per la possibilita' di avere una spiegazione dettagliata di ogni tipo di attivita' organizzata. Anche il nostro Paese, conclude Mastrantoni, deve cominciare ad adeguarsi e mettersi al passo.
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