Venerdì 5 giugno 2026
Menu

COSTI DELLA POLITICA E RIFORME ISTITUZIONALI

Comunicato ·

Roma, 08.06.07. La nostra Costituzione prevede che il Governo nazionale e quelli locali siano coinvolti nella elaborazione della manovra fiscale annuale, per la cosiddetta Finanziaria. Questo non avviene. Il Governo nazionale si comporta come un datore di risorse che vanno contrattate con le Regioni. Tutto cio' non fa che provocare l'irresponsabilita' delle Regioni stesse che, in relazione alla contiguita' politica, ottengono, in misura maggiore o minore, risorse da destinare ai propri bilanci, in prevalenza sanitari. Emblematico il caso della regione Lazio che si e' visto ripianare un deficit mostruoso, 10 miliardi di euro, dal Governo nazionale. Per le riforme istituzionali il programma del Governo prevedeva la riforma del bicameralismo perfetto, ma a tutt'oggi e' ferma in Parlamento. L'efficacia e l'efficienza delle Camere e' data dalla produzione legislativa e dalla capacita' di affrontare e risolvere i problemi del Paese prima che questi si incancreniscano. Si fa, invece, esattamente l'opposto: il Paese corre e la classe partitica arranca dietro. Avere un Parlamento snello, non ripetitivo, sensibile alle istanze della societa' servirebbe a quest'Italietta affetta da provincialismo diffuso e farebbe diminuire i costi della partitocrazia. Si dovrebbe sollecitare l'attuazione di queste riforme, invece ci si limita a contestare il prezzo troppo basso del cappuccino alla buvette di Montecitorio o quello del primo piatto alla mensa parlamentare. Se deputati e senatori funzionassero, il pasto si potrebbe offrire, digestivo compreso.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →