Crisi finanziaria, panico, santi e Superenalotto... un gioco d'azzardo che non rispetta le regole dell'azzardo
In questo momento di crisi finanziaria il risparmiatore si fa prendere dal panico, vende quello che non dovrebbe, si appella ai santi o gioca al Superenalotto. La notizia che oggi, per il Superenalotto, ci saranno 77 milioni di euro in palio per il primo vincitore fa venire l’acquolina in bocca a moltissimi italiani. 77 milioni di euro sono una montagna di soldi. In un sistema di libero mercato, chi gioca dovrebbe avere il corrispettivo del rischio. Nel caso del Supernalotto, la probabilita' di azzeccare la combinazione e' di una su 622 milioni e per una giocata di 0,5 euro (un euro per due colonne) si dovrebbe avere, in caso di vincita, 622 milioni il valore della giocata, cioe' 311 milioni di euro, ma non e’ cosi’. Se il ragionamento appare assurdo si consideri il gioco alla roulette. I numeri sono 36 (piu' lo zero) e nel caso di una puntata vincente su un solo numero, si riceve 36 volte la posta. Lo stesso ragionamento si dovrebbe applicare a tutti i giochi, Superenalotto compreso. C'e' una evidente disparita' tra il rischio e il premio in palio ed e' lo Stato a guadagnare. Nella tabella che segue sono riportati i dati relativi al 2007.
Entrate………………. 1.940.000.000 di euro
Allo Stato………………49,5% (960 milioni di euro)
Ai vincitori…………….38,1% delle entrate (739 milioni)
A punto vendita…………8% delle entrate (155 milioni)
Alla Sisal………………..4,4% delle entrate (85 milioni)
Entrate………………. 1.940.000.000 di euro
Allo Stato………………49,5% (960 milioni di euro)
Ai vincitori…………….38,1% delle entrate (739 milioni)
A punto vendita…………8% delle entrate (155 milioni)
Alla Sisal………………..4,4% delle entrate (85 milioni)
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