DEPENALIZZAZIONE FRODI ALIMENTARI. BEN VENGA SE AUMENTERANNO I CONTROLLI, SARANNO PIU' VELOCI E LE MULTE SARANNO APPLICATE. NO ALLA CENSURA SULLE INFORMAZIONI
Firenze, 16 Luglio 2007. Il Dipartimento per la sanita' pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti ha predisposto il nuovo Codice della Sicurezza alimentare. Si tratta di un decreto legislativo che dovra' ora essere discusso al tavolo Stato-Regioni.
Noi non siamo mai stati amanti delle sanzioni penali quando delle stesse se ne puo' fare a meno e questa puo' essere un'occasione, anche se il tetto di 100 mila euro per le sanzioni ci pare limitato perche' crediamo che non ci siano le condizioni per porre un limite ad un'attivita' che, purtroppo, e' sempre piu' diffusa sul nostro territorio, soprattutto per le merci provenienti dai Paesi asiatici.
Alcuni grideranno allo scandalo per l'abolizione della sanzione penale, ma ci sembrano grida al vento, perche' non e' certo questa paura che li potrebbe bloccare.
Parliamo a ragion veduta. Se l'attuale normativa penale, in vigore dal 1962 (legge n.283), ha consentito la moltiplicazione delle frodi, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Pene troppo lievi? Non ci sembra. Quanto piuttosto la mancanza di tempestivita' d'azione, la scarsa prevenzione e gli insufficienti controlli.
1- La mancanza di tempestivita' e' dovuta anche al fatto che per predisporre un sequestro, oggi, occorre l'intervento del magistrato. Mentre con le nuove norme sara' sufficiente la segnalazione di una Asl o di un ente amministrativo. E se qualcuno ha timore che la mancanza di sanzione penale sia un deterrente, provi a pensare quale deterrente potrebbe essere, per esempio, la multa di qualche milione di euro o, comunque, un importo percentuale al fatturato di chi compie l'illecito.
2- Per quanto riguarda la scarsa prevenzione e gli insufficienti controlli, sono tali con l'attuale normativa e potrebbero restar tali con la nuova, ma presupponiamo che con la nuova, proprio per aver alleggerito la magistratura, ci sarebbero piu' fondi da utilizzare in questo senso.
A tutto questo, infine, sovrintende una ferrea volonta' di applicazione, che puo' essere aumentata solo grazie alle forti pressioni che l'opinione pubblica -noi compresi- siamo in grado di fare verso chi deve applicare le norme: quindi piu' segnalazioni, piu' denunce. Ma per fare questo, occorre che non sia approvato il punto 3 dell'articolo 64 del Capo VI del Codice, che punisce "chi comunica o diffonde anche a mezzo stampa informazioni suscettibili di creare panico o allarmismo fra i consumatori". Non dice "notizie false" ma "suscettibili di creare panico o allarmismo".... cioe' quelli come noi dovrebbero ben guardarsi da fare anche un comunicato stampa con un sospetto per una segnalazione arrivata da piu' parti. Censura? Si', a tutti gli effetti. E tale da inficiare quegli aspetti positivi che abbiamo rilevato nelle nuove norme. Quindi o non si approva questa censura o e' tutto inutile: la sinergia tra illeciti e collaborazione della popolazione e' fondamentale. Altrimenti e' solo fumo negli occhi e regali ai frodatori.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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