DIVIETO DI ACQUISTO ALCOLICI PER I MINORENNI... COME INCREMENTARE L'ILLEGALITA'...
Firenze, 2 Ottobre 2006. Quando i genitori non riescono a comunicare con i propri figli, che fanno? Una volta passavano alle mani, oggi per fortuna molto meno, ma continuano a funzionare i divieti: "questo non devi farlo, e' per il tuo bene, se ti pizzico...". Puntualmente tutti i ragazzi al di sopra di una certa eta' (essenzialmente sopra i 13-14 anni) fanno quello che i loro genitori hanno vietato, di nascosto e, in genere, correndo piu' pericoli anche perche' non si confrontano con i genitori sui pro e i contro di certi comportamenti.
Nel nostro caso i genitori si chiamano Stato ma i figli sono i medesimi. Come lo stesso e' il metodo e la conseguente reazione dei ragazzi.
Una motivazione di chi si e' fatto paladino del provvedimento, come i ministri Livia Turco e Giovanna Melandri, e' che in questo modo ci siamo allineati agli altri Paesi europei... e tutti dovrebbero dire qualcosa del tipo "ah beh, allora...". Peccato che nella maggiorparte di questi Paesi (Gran Bretagna, Irlanda, Paesi scandinavi, etc...) dove vigono questi divieti, l'alcolismo -quello minorile in particolare- e' uno dei principali problemi sanitari, tutt'altro che in discesa. Quindi il nostro Paese si e' allineato al metodo degli altri... dove questo metodo sembra non funzionare. Bella scelta! Il nostro ministro della Salute riesce a fare l'Europa unita per incrementare i consumi degli alcolici, ma non fa l'Europa unita, per esempio, sulla ricerca con le cellule staminali embrionali, sulla liberalizzazione delle vendite della pillola del giorno dopo, sull'approvazione del farmaco abortivo RU486... e tante altre cose sanitarie che, in quei Paesi che sono stati portati ad esempio per l'alcool, fanno invece bene alla salute dei cittadini: W l'Europa unita, nel peggio!!
Possibile che la questione delle droghe illegali (cannabis soprattutto) non abbia insegnato nulla? Evidentemente si', visto la continua illegalita' di queste sostanze e l'aumento costante dei consumatori. Ed e' cio' che accadra' con le bevande alcoliche, perche' inasprendo i divieti, i consumi, tra i minorenni saranno piu' attraenti, piu' ricercati e, soprattutto, vissuti in segreto, clandestinita', senza confronto con le famiglie e le istituzioni.
Noi ovviamente non abbiamo ricette miracolose, ma siccome con l'alcool ci piace convivere a tutti, riteniamo che si debba e si possa fare nel modo piu' gioioso e meno pericoloso: con l'informazione, la conoscenza, la consapevolezza e il rigore dei divieti dove gia' ci sono ed e' giusto che ci siano (alla guida per esempio).
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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