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Enel Energia: truffatori?
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Comunicato 
20 agosto 2010 13:18
 
 L'estate non è finita, ma i venditori porta a porta di Enel Energia sono super impegnati… ad estorcere firme con l'inganno o a falsificare le stesse. L'obiettivo è acquisire nuovi clienti per il gestore del Gruppo Enel (controllato dal Governo e quindi indirettamente di tutti gli italiani) che opera nel cosiddetto libero mercato, al contrario di Enel Servizio Elettrico che invece è il gestore nel mercato a maggior tutela.
Le segnalazioni telefoniche o tramite mail che ci giungono, con richieste di consigli, sono costanti. A volte solo dopo mesi (al ricevimento della prima fattura) l'utente si accorge di avere un nuovo gestore.
La tecnica è quella di introdursi in casa, sfruttando il marchio Enel (identico sia per Enel Energia, sia per Enel Servizio Elettrico), raccontando che devono controllare le vecchie bollette e facendo firmare con varie scuse (dopo aver ricopiato i dati dalle vecchie fatture) dei fogli: un vero e proprio contratto.
L'apparente paradosso è che molti clienti portati con la malafede in Enel Energia erano utenti Enel servizio elettrico. C'è una guerra interna nel Gruppo Enel? Una lotta tra correnti partitiche?
Non siamo in politica, e non è difficile immaginare che al Gruppo Enel convenga di più avere il signor Rossi come cliente del libero mercato e non come un cliente 'a maggior tutela'.
Ricordiamo che Enel Energia, per condotta commerciale scorretta è stata già condannata dall'Antitrust, come pure altri gestori di luce e gas.

Consigli.
Agli utenti vessati, consigliamo di denunciare l'accaduto all'Antitrust e, nei casi più gravi, di procedere con un esposto in Procura della Repubblica (raccontando semplicemente i fatti e chiedendo se in quanto narrato ci siano gli estremi di un reato).
Inoltre occorerà farsi valere con la società, chiedendo il ripristino della situazione preesistente senza oneri, richiedendo un risarcimento danni, tramite una raccomandata ar di messa in mora.
Ricordiamo che, in ogni caso, per i contratti a domicilio esiste il diritto di ripensamento entro 10 giorni.
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