Giovedì 4 giugno 2026
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ESTATE, TEMPO DI ABBUFFATE DI PESCE. MA QUALE E CON QUALE CERTEZZA DI NON FARSI MALE?

Comunicato ·

Firenze, 12 luglio 2004. Probabilmente, le lunghe permanenze sulla spiaggia, al caldo e al mare estivo, ci spingono a desiderare un'alimentazione che predilige il pesce alle carni di manzo.
Nelle casistiche dei nutrizionisti, questo approccio e' considerato sano, sia per il nutrimento che il pesce dona, sia per la digeribilita'.
Ma qualcosa non torna.
Per quanto incredibile, la catena alimentare del pesce non e' rimasta indenne agli errori umani, comprese le sue sofisticazioni.
Il "mare nostrum" non e' certamente quello di cento anni or sono, ancor peggio per quelle localita' che hanno subito industrializzazioni feroci.
Il pesce ha dovuto superare una prova biologica non indifferente: mercurio, policloruro bifenile e diossine sono regolarmente presenti nel nostro mare, e pertanto assorbite dai pesci, soprattutto da quelli con struttura somatica oliosa.
Quali sono i pesci sotto accusa? Salmone, Sgombro, Trota, Tonno, Carpa, Anguilla, Pescespada, Aringhe, Acciughe sarde.
Se pur straricchi di acidi grassi polinsaturi, tra cui l'eicosapentaenoico (Epa) ed il docosaesaenoico (Dha) noti come Omega-3, preziosissimi per il S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale), sono in definitiva il suo principale nemico. Il mercurio, una volta assorbito con la digestione, passa nel sangue e va a depositarsi nelle strutture nervose del cervello, scomparendo del tutto agli esami ematochimici. Il danno che effettua e' irreversibile nel tempo. Se questo accade durante la gestazione della donna, il mercurio segue il medesimo percorso, depositandosi nel cervello del feto, determinandone danni irreparabili. Gravissimi danni anche per i bambini, soprattutto prima dei 5 anni.
Nonostante gli Omega-3 siano consigliati nella nutrizione generale per le loro proprieta' protettive dell'apparato cardiocircolatorio e l'azione di "spazzino " vascolare, sono sempre di piu' le fonti autorevoli che consigliano un uso moderato di tali pesci.
Attenzione, inoltre, al pesce d'allevamento, sempre spacciato per pesce fresco di mare. Generalmente sono alimentati con farine di carni animali.
C'e' un'alternativa per l'assunzione di acidi grassi polinsaturi, non mangiando questi pesci? Una fonte naturale sono le noci. Mangiare 3 noci al giorno, e' un metodo per nutrire le cellule ed il nostro sistema nervoso. Tre noci al giorno, levano il medico di torno.
Giuseppe Parisi, consulente Aduc
(medico chirurgo, esperto in terapie non convenzionali)
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