Martedì 9 giugno 2026
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GLI ETERNI BOTTEGAI RINGRAZIANO L’EURO?

Comunicato ·


GLI ETERNI CONSUMATORI/SUDDITI MALEDICONO L’EURO?
IL CASO DEI VIAGGI CON LA PARITA’ EURO/USD: SOLO UN BUON MOMENTO PERCHE’ I COMMERCIANTI GUADAGNINO DI PIU’

Firenze, 17 Luglio 2002. Alla vigilia dell’ultimo Natale il cambio euro/Usd era 0,8781, ieri era 1,01, una differenza di oltre il 12%. Nello stesso periodo (fine 2001) i tour operator ultimavano la preparazione delle loro proposte di viaggi per l’estate 2002, facendo i prezzi con i cambi dell’epoca, inserendo nelle clausole dei regolamenti che questi prezzi, causa vari motivi (non ultimo quello del cambio valutario), potevano essere modificati. A chi non e’ capitato di vedersi chiedere un arrotondamento al momento del saldo del pacchetto turistico? A tutti. Ed e’ sempre stata una richiesta abituale perche’, quando c’era la lira, ogni estate corrispondeva con un deprezzamento della nostra valuta rispetto a quella Usa.
Ma ora che abbiamo l’euro che e’ anche andato oltre la parita’ con il dollaro, cosa succedera’, per esempio, per il costosissimo viaggio organizzato in Cina (dove tutto si paga in Usd all’agenzia di Stato di quel Paese)? E al pacchetto turistico "tuttocompreso" che ci porta a visitare le Ande peruviane, pagato tutto in Usd all’agenzia locale, perche’ la moneta del luogo (nuevo sol) e’ solo una formalita’ con cui, anche a Lima e a Machu Picchu non ci si compra neanche un mango al mercato? E lo stesso biglietto aereo per andare in queste localita’, che, pur se emesso in euro in Italia, per quasi tutte le compagnie e’ solo una conversione dal dollaro? A rigor di logica i prezzi dovrebbero calare, e il turista dovrebbe avere la gradevole occasione di pagare meno. Ma le occasioni, come diceva un proverbio in voga alcuni anni fa, fanno l’uomo ladro, e questo proverbio non sembra superato neanche da una economia di mercato che, invece, e’ proprio grazie all’occasione che dovrebbe consentire un miglior rapporto qualita’/prezzo, con quest’ultimo tendente al basso. Perche’ tour operator da una parte, compagnie aeree dall’altra sembrano inamovibili (con rarissime eccezioni): il "rischio d’impresa", in una logica di mercato, sembra non esistere, mentre esiste ed e’ ben saldo il "rischio di consumo".
Gli eterni bottegai, che in questo caso si chiamano tour operator, non possono che ringraziare l’euro. Mentre agli eterni consumatori/sudditi non resta che maledire l’euro? Di fatto e’ cosi’, perche’ i vantaggi che dovrebbero esserci con questa moneta, per ora sono raccolti solo da alcune categorie (i commercianti in primis), ma non dai consumatori, pur essendo questi ultimi il 100% della popolazione.
C’e’ qualcosa che non torna e che, oltre ad essere una manifestazione della cultura bottegaia (quella del consumatore da spellare) ci sembra anche essere una carenza strutturale del sistema economico e fiscale. Che non e’ stato reso agile e minimo in modo da stimolare un generale ribasso dei prezzi al consumo. Questi ultimi sono molto aumentati (compresi quelli dei viaggi), ed e quindi piu’ che evidente che i vantaggi di una moneta unica europea che compete con il gigante Usd, per il consumatore non ci sono mai stati fin dalla sua introduzione. La cultura economica di mercato e’ conseguenza di fatti e opportunita’ che stimolino alla concorrenza, e che sembra che proprio non ci siano stati, altrimenti non avremmo l’immobilismo dei prezzi dei viaggi: quando si e’ presentata l’occasione (quella di costi base inferiori del 12%, nel nostro caso), e’ stata solo un buon momento per guadagnare di piu’.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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