Martedì 9 giugno 2026
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EURO: PERCHE' NON USCIRE DALL'EUROPA?

Comunicato ·

Roma, 7 Giugno 2005. Si dice che gli italiani siano un popolo di furbi e di fessi e che e' difficile far capire ai fessi che tali sono. Un lavoro improbo e inutile, insomma. Noi ci proviamo lo stesso perche' le dichiarazioni sull'euro di alcuni ministri della Repubblica italiana, Maroni e Calderoli, sono di quelle furbe che confondono le acque e inducono i fessi di turno a scambiare lucciole per lanterne. Si dice, e si e' detto per lungo periodo, che la colpa dell'aumento dei prezzi e' dell'euro. Abbiamo tentato di dimostrare, fin dai primi mesi del 2002 (anno di introduzione dell'euro), che non era vero e che la responsabilita' era, ed e', delle mancate liberalizzazioni e delle distorsioni del nostro sistema commerciale, alle quali doveva porre mano il Governo, cioe' quei ministri che oggi propongono l'uscita dell'Italia dall'euro. Tanto varrebbe uscire dall'Unione europea! Se per realizzare le liberalizzazioni (non le privatizzazioni cui abbiamo assistito negli ultimi 10 anni) occorrono tempi non brevissimi, per altre efficaci azioni contro l'aumento ingiustificato dei prezzi non servono tempi lunghi. Per esempio si poteva agire sugli indici di settore. Facciamo un esempio. Un commerciante incassava 200 dalle sue attivita', 180 erano spese e 20 il guadagno sul quale agiva la tassazione prevista dagli indici di settore. Se il commerciante aumentava del solo 10 per cento i prezzi (ma sappiamo che l'aumento e' stato maggiore), portava il suo incasso a 220, il suo guadagno raddoppiava a 40 ma le spese rimanevano a 180! A causa degli indici di settore, non essendoci l'obbligo di emissione dello scontrino fiscale che avrebbe consentito controlli incrociati, ha pagato le tasse solo su 20 intascando le altre 20 senza imposte. Bastava rivedere, o minacciare di rivedere, gli indici di settore per non avere quell'aumento vertiginoso dei prezzi che si e' registrato nel 2002. Ma solo dal 1 gennaio del 2005 lo scontrino e' tornato obbligatorio, con la possibilita' quindi di effettuare controlli tra quanto incassato e gli indici di settore utilizzati; cioe' quando ormai i prezzi, dopo due anni, erano gia' andati alle stelle. Ovviamente era il Governo, cioe' coloro che oggi propongono l'uscita dell'Italia dall'euro, che doveva effettuare questa manovra ma per motivi di bottega (e' proprio il caso di dirlo!) non lo ha fatto a suo tempo. L'ex ministro dell'Economia, Tremonti, ha invece proposto l'euro di carta, roba che ha fatto ridere l'Europa intera. E questi sono i nostri governanti che pensano di parlare ai fessi.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
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