L'euro e il Vaticano. Tra business oltre le righe e regole comunitarie
L'Europa comunitaria nel 2001 aveva consentito al Vaticano di fare un'eccezione stampando sui suoi euro l'immagine del Papa, anche se lo Stato confessionale non fosse ufficialmente tra i Paesi che facevano parte della Comunita'. Il Vaticano, come spesso accade per tutto cio' che tocca, ne ha fatto un grande business e l'Europa e' oggi corsa al riparo.
Qui la fonte da cui abbiano tratto le notizie:
clicca qui
Il Vaticano introduce sistematicamente i suoi nuovi pezzi a un prezzo oltre lo specifico valore facciale, business che gli altri Stati europei fanno invece in modo marginale. Non viene messa alcuna moneta direttamente in circolazione, diversamente dal principato di Monaco che ha lo stesso statuto dello Stato papale. Ci sono quindi cofanetti emessi in numero limitato, che i collezionisti si contendono. La prima serie emessa e' stata con l'immagine di Giovanni Paolo II, del valore di 3,88 euro, ma scambiata anche a 1.500 euro!
Nel 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II, sono state introdotte 16 nuove facce in due mesi. Dopo la serie di Giovanni Paolo II, ne e' stata coniata una di 8 pezzi con Benedetto XVI, ma anche una di 8 pezzi in onore del cardinale Camarlengo, capo di Stato ad interim per i giorni che hanno separato il pontificato di Giovanni Paolo II da quello di Benedetto XVI.
Dopo un anno di negoziati tra Vaticano e Commissione europea si e' giunti ad un compromesso. L'11 febbraio (una data casuale o scelta ad hoc per rimarcare la ritualita' temporale dell Concordato firmato proprio l'11 febbraio 1929 tra Vaticano e Governo Mussolini?) Bruxelles ha varato una nuova regolamentazione:
- i Paesi della zona euro devono emettere almeno la meta' della loro produzione di pezzi in euro al valore facciale;Nel 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II, sono state introdotte 16 nuove facce in due mesi. Dopo la serie di Giovanni Paolo II, ne e' stata coniata una di 8 pezzi con Benedetto XVI, ma anche una di 8 pezzi in onore del cardinale Camarlengo, capo di Stato ad interim per i giorni che hanno separato il pontificato di Giovanni Paolo II da quello di Benedetto XVI.
Dopo un anno di negoziati tra Vaticano e Commissione europea si e' giunti ad un compromesso. L'11 febbraio (una data casuale o scelta ad hoc per rimarcare la ritualita' temporale dell Concordato firmato proprio l'11 febbraio 1929 tra Vaticano e Governo Mussolini?) Bruxelles ha varato una nuova regolamentazione:
- se un capo di Stato e' rappresentato sulla moneta, nel momento in cui ci fosse un vuoto di potere, lo Stato non puo' coniare che un solo pezzo commemorativo -e non un'intera serie;
- un Paese e' autorizzato a modificare l'effigie del suo capo di Stato ogni quindici anni per tener conto del cambiamento del suo aspetto. Una vacatio temporanea o l'occupazione provvisoria della funzione di capo di Stato non da' diritto a modificare la faccia dei pezzi.
Le restrizioni arrivano dopo che, nel 2007, llo Stato pontificio, le cui spese sono prevalentemente in euro, ha subito perdite per il calo del dollaro degli Usa, Paese da cui arrivano la maggior parte dei contributi. La Santa Sede ha registrato un deficit di 9 milioni di euro nel 2007, secondo i suoi conti pubblicati nel luglio 2008.
- un Paese e' autorizzato a modificare l'effigie del suo capo di Stato ogni quindici anni per tener conto del cambiamento del suo aspetto. Una vacatio temporanea o l'occupazione provvisoria della funzione di capo di Stato non da' diritto a modificare la faccia dei pezzi.
Le restrizioni arrivano dopo che, nel 2007, llo Stato pontificio, le cui spese sono prevalentemente in euro, ha subito perdite per il calo del dollaro degli Usa, Paese da cui arrivano la maggior parte dei contributi. La Santa Sede ha registrato un deficit di 9 milioni di euro nel 2007, secondo i suoi conti pubblicati nel luglio 2008.
clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti