Martedì 9 giugno 2026
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FARMACI GENERICI E POLITICA FARMACEUTICA

Comunicato ·

Roma, 19 Ottobre 2004. Finalmente, si cominciano a scoprire gli altarini e appare chiaro quello che da anni sosteniamo: c'e' un mondo farmaceutico che vive in un mercato sostanzialmente protetto e che intende pervicacemente mantenere posizioni di privilegio. Ci riferiamo in particolare ai farmaci generici, cioe' a quei medicinali che hanno pari effetto di quelli di nuova generazione ma che costano molto meno. Solo da un paio di anni si e' attivato il ministero della Salute promovendo una campagna informativa al riguardo, ma le resistenze sono ovviamente forti. I motivi sono facilmente intuibili. Questo non deve essere che il primo passo verso la razionalizzazione del mondo farmaceutico e, fermo restando il diritto del consumatore a scegliere il farmaco piu' costoso, sarebbe opportuno fare i successivi passi. Se due farmaci hanno lo stesso principio attivo e il medico prescrive quello piu' caro (qui dovremmo aprire un altro capitolo della storia, sara' per un'altra volta) il farmacista (altra storia) dovrebbe fornire automaticamente quello meno caro, in caso contrario il consumatore dovrebbe sostenere l'intero costo della medicina piu' costosa: il problema del Servizio sanitario e' quello di garantire una prestazione non quello di sostenere ulteriori guadagni alle industrie del settore! Altro problema sono le confezioni dei farmaci, che dovrebbero essere piu' semplici e quindi meno onerose. L'esempio viene dagli Stati Uniti dove molti farmaci sono contenuti in grandi recipienti e sono forniti di volta in volta all'utente. I farmaci da banco, senza ricetta, potrebbero essere venduti anche nei supermercati: esempio classico e' l'aspirina che negli USA viene offerta nei negozi in contenitori da 500 compresse; il risparmio e' tutto per il consumatore, che non e' costretto a pagare costosissime confezioni che servono a niente.
Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc
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