FERROVIE: L'UTENTE VESSATO
Roma, 19.8.2002. Chissa' perche' ogni volta che si frequenta una stazione o si prende un treno si finisce con l'imprecare contro le Ferrovie dello Stato (le chiamiamo ancora cosi', nonostante i tentativi di mutare cappello), che di ferrovie hanno poco e tanto invece di Stato incapace. Evidentemente prendere un treno in agosto e, non sia mai, di domenica e' una pretesa che il consumatore deve togliersi dalla mente. Facciamo un esempio che riguarda il servizio ferroviario che a Roma è chiamato FM. La linea, oltre ad un tratto metropolitano, collega la capitale con l'aeroporto di Fiumicino (Roma). Prendere l'FM in una stazione intermedia (Nomentano) ricorda esperienze giovanili nell'Africa centrale, tanto l'ambiente e' degradato. Chi ha in carico la stazione ha dimenticato:
* di segnalare che i treni si recano anche all'aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci (Fiumicino-Roma), il piu' importante d'Italia;
* di indicare la destinazione dei treni nei sottopassi, visto che ci sono diversi binari che non sono segnalati;
* di cambiare le tabelle orarie, cadute per vetusta';
* di dotare la stazione di biglietteria automatica, per non pagare biglietto e supplemento in treno;
* di pulire atri, sottopassi e accessi vari, ridotti a discarica;
* di effettuare la manutenzione delle dotazioni (panchine, cestini, ecc.), ormai inservibili.
Richieste impossibili? No, sono quelle che un cittadino darebbe per acquisite in un Paese civile. Civile, appunto.
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