FIAT-ITALIA: AUMENTANO LE VENDITE DIMINUISCONO GLI UTILI
Roma, 17 ottobre 2002. C'e' qualcosa che non e' chiaro nella vicenda Fiat -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- perche', a nostro inesperto parere, i conti del piu' grande gruppo industriale italiano ci lasciano perplessi. Vediamo. Dal 1996 al 2002 le vendite di auto in Italia sono aumentate da 1,7 a 2,4 milioni. Dal 1997 ad oggi, il rapporto tra utile operativo netto e fatturato consolidato della Fiat e' diminuito progressivamente fino a toccare lo 0,9% del giugno scorso. Sara' perche' non siamo addetti del settore e quindi non comprendiamo, ma se la vendita di un prodotto, in questi caso l'auto, aumenta del 41% come e' possibile che diminuisca la redditivita' del settore? Qualcuno fara' notare che sono aumentate le vendite di auto di altre marche. E' chiaro che allora esiste un problema di conduzione, cioe' di dirigenza. Nel frattempo, siamo nel 1999, la stessa casa torinese fa acquisti sul mercato (Case, Fraikin, Toro, Comau) che fa lievitare il debito totale del 42,5%. Da notare che dal 1997 allo scorso anno, il debito del settore auto e' aumentato del solo 15,3%. Evidentemente la diversificazione degli investimenti della Fiat e' stata semplicemente disastrosa. In attesa di essere smentiti (abbiamo detto che non siamo esperti del settore), ci chiediamo perche' mai il contribuente dovrebbe tirare fuori dalle proprie tasche i soldi, con la partecipazione pubblica, per coprire buchi derivanti da una gestione che, a dirla con garbo, e' stata imprevidente? In altri Paesi una conduzione del genere avrebbe comportato la messa alla porta dei responsabili. Possibile che in Italia ci sia il posto fisso per tutti?
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