Giovedì 4 giugno 2026
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FIRENZE. PIENE DELL'ARNO, GIARDINI E RESPONSABILITA': C'E' DA AVER PAURA E DA VIOLARE LA LEGGE.

Comunicato ·

Firenze, 1 novembre 2004. Se l'assessore alla protezione civile, Eugenio Giani, si lamenta ipotizzando, per la piena dell'Arno dell'altro giorno, una qualche deficienza di comunicazione, non c'e' da stupirsi piu' di tanto. Non era per questo tipo di deficienza, per esempio, che ci fu il black-out energico in tutta Italia il 28 settembre del 2003? Cioe' le persone che avrebbero dovuto fare il lavoro "se c'erano dormivano", e poi, nonostante quel che e' accaduto continuano a stare al loro posto.
Se poi vogliamo la conferma di essere protagonisti di un film che metta alla berlina la burocrazia del Belpaese, e' sufficiente questa sequela: l'assessore chiedera' spiegazioni alla Prefettura, che declina ogni responsabilita' e fa sapere che le dighe di Levane e La Penna sono gestite dall'Enel, mentre il servizio dighe fa capo alla Provincia di Firenze, e quindi se una decisione e' stata presa, la Protezione provinciale non poteva non saperlo ... e allora dobbiamo dedurre che i danni alla societa' canottieri sono colpa di un rubinetto lasciato aperto nel bar del circolo?
Sullo stesso filone di sciatteria, abbandono, pressappochismo, garantismo d'accatto del riposo e delle festivita', e' quello che e' accaduto ad un giardino importante di questa citta': "gli orti di Parnaso", piu' conosciuto come "il dragone" di via Trento. Chi vi si e' recato sabato mattina 30 ottobre, ha trovato un cartello con scritto "riapre martedi'". Prima reazione: "perche' non hanno messo un cartello ieri, si' da non farci venire quassu' inutilmente?" (in questo giardino c'e' anche l'unica area cani della zona, ed essendo giorni di festa in cui poco ci si sposta dalla citta', grazie anche al maltempo, va da se' che gli avventori non sono pochi). Mistero. che si dissipa chiedendo "in giro" a qualche guardia giurata che apre e chiude altri giardini della zona: alla guardia che ha chiuso venerdi' sera si e' rotta la chiave nel lucchetto, e quindi solo martedi', dopo il ponte festivo, quando negli uffici il personale sara' a regime, sara' possibile trovare le tronchesi necessarie a spezzare la catena che chiude e un nuovo lucchetto.
Abbiamo l'impressione che l'"ufficio tronchesi e lucchetti" sia gestito dagli stessi del servizio dighe, nell'ambito di quell'intreccio di responsabilita' che contraddistingue la sicurezza della citta' dalle bizzarrie di un Arno non nuovo a sorprese.
Morale? Il tradizionale fai da te. I canottieri a spalare il fango con la consolazione che non c'e' scappato il morto. Gli avventori del "dragone", e soprattutto quelli con cani, tutti nei giardini vicini (villa Fabricotti, Orticoltura, parterre). Dove i quadrupedi, senza guinzaglio in aree per loro non-riservate, hanno scorazzato tra i bipedi, senza creare alcun problema se non qualche legittimo mugugno tra gli umani non amanti dei cani. Ma soprattutto in violazione della legge che stabilisce l'obbligo del guinzaglio .. l'occasione fa l'uomo ladro?
E comunque i responsabili tutti saldamente sulle proprie poltrone, in attesa del prossimo "imprevisto" sperando che non sia peggio del precedente.
Grandi (l'Arno in piena) e piccole (i canini del "dragone") cose che danno uno spaccato di mala-amministrazione, che "aiuta" da un lato ad avere paura, e dall'altro a violare la legge.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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