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FIRENZE, VIETATO SEDERSI SUI GRADINI DI UNA CHIESA: IL NON-SENS AMMINISTRATIVO
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Comunicato 
9 agosto 2003 0:00
 

Firenze, 9 Agosto 2003. La decisione dell'amministrazione della citta' di Firenze di vietare di sedersi sui gradini di una chiesa, ci sembra proprio un non-sens amministrativo. Cioe' di quei provvedimenti che sembrano presi da chi abbia intenzione solo di torturare le persone, pur credendo di farlo per il bene del torturato e di tutti. E non comprendiamo chi ha plaudito all'iniziativa come segnale per il superamento del degrado urbano che proprio alcuni giorni fa la curia cattolica fiorentina aveva denunciato.
Che male fa, anche da un punto di vista estetico, una persona seduta sui gradini di una chiesa? A noi, esteticamente, da' il senso di semplicita' e plasticita' con le forme architettoniche della chiesa, e se fossimo i parroci di questa o quella chiesa probabilmente saremmo contenti di questa unione fisica di queste persone con la "casa del dio".
Evidentemente abbiamo un senso estetico diverso da chi amministra la citta' di Firenze, che, invece, accomuna sporcizia a chi sta seduto su un gradino. Sporcizia a cui ci sono tanti metodi per porvi rimedio: primo fra tutti capienti (ed esteticamente ambientati) e sempre svuotati cestini di rifiuti (con relative multe per chi non ne fa uso), e quindi i relativi tutori dell'ordine che fanno rispettare il divieto di buttare rifiuti per terra. Tutori dell'ordine che, rispetto all'afflusso di persone a questa o quell'altra chiesa, ci devono essere sempre, senza quei "buchi" frequentissimi che, per esempio, fanno si' che venditori clandestini fanno in tempo ad esporre le loro mercanzie.
E poi, e non ultimo, c'e' anche il senso civico. Dove si siedono le persone che, per esempio, fino ad oggi dai gradini del Duomo di Firenze ammiravano il Battistero? Nei tavolini dei bar? A parte che sono pochi in quella piazza . ma se non vogliono spendere 5 euro per un caffe'?
A parte il dato estetico, e' tutta qui la differenza fra un provvedimento civico ed uno non-sens. Quando esiste una possibilita' di meglio fruire di qualcosa (sedersi per riposarsi o meglio ammirare una chiesa), l'intervento civico dovrebbe partire dal garantire o migliorare questa possibilita', non dal mero divieto e dal provocare il giusto disappunto di chi oggi e' solo piu' scomodo e, fatto non marginale, meno disponibile al rispetto dei tutori della norma (meccanismo che si sviluppa per qualunque norma invisa e di cui sfugge la logica).
E mentre continuiamo a conservare il nostro senso estetico e plastico rispetto a chi si siede su un gradino senza insudiciare, saremmo anche disposti ad accettare un invito (non il divieto) a non sedersi sui gradini, ma solo dopo che siano state installate delle belle, comode e numericamente sufficienti panchine.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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