FUSIONE STREAM/TELE+: COME PUO' LA FUSIONE DI DUE OPERATORI IN UNO UNICO NON ESSERE LESIVA DEL MERCATO? A QUANDO LA FUSIONE RAI/MEDIASET?
Firenze, 27 Marzo 2003. Con tanto di imprimatur del commissario alla concorrenza della Ue, Mario Monti, la fusione dei due operatori di pay-tv in Italia, Stream e Tele+ e' stata accordata perche' "compatibile con il mercato comune".
Se lo dicono li' a Bruxelles, e' probabile che sia cosi'.
Anche perche' cercare di definire e comprendere cosa il mercato comune sia in termini di economia di mercato, concorrenza, competitivita' e tutto quello che compete un cosiddetto libero scambio, e' praticamente impossibile. E se qualche volta ci siamo avvicinati grazie ad alcuni provvedimenti dell'Ue contro gli arroganti provvedimenti monopolisti dello Stato italiano (uno degli ultimi e' quello sulle multe delle quote latte pagate dallo Stato), subito dobbiamo ricrederci. E quello che e' avvenuto in un settore chiave dello sviluppo economico e politico, come quello delle comunicazioni e informazioni a pagamento diretto, e' una di quelle occasioni che contribuiscono a cancellare tutto il resto. E, appunto, a scombinare le carte del finto gioco di mercato in atto nell'Ue.
Dopo un avvallo del genere, come si puo' dare torto a tutti i tentativi quotidiani dello Stato, del Governo e delle amministrazioni italiane per cercare di far valere, nelle questioni piu' disparate, il loro potere di veto, di proprieta', di controllo, di gestione, etc.? Quantomeno sono legittimati a provarci, perche', nel mucchio, qualcosa (anche piu' di qualcosa) resta imbrigliato nel loro continuismo monopolistico dell'economia.
Nello specifico, non e' che i due operatori di pay-tv fossero il massimo di libera proprieta' in libero mercato, ma almeno erano due e quindi tendenzialmente portati a fari concorrenza per acquisire abbonati, dandosi da fare per rendere piu' appetibile (qualitativamente ed economicamente) le loro offerte. Ma quando da due si diventa UNO, anche la finzione di mercato viene a mancare. Certamente l'UNO e' un elemento di chiarezza, ma LA TENDENZA E' PESSIMA!
A quando la fusione tra Rai e Mediaset? Una battuta? Visto l'andazzo, non ci sembra proprio. E come per Stream e Tele+ (che con la fusione hanno risolto molti problemi economici, politici e gestionali), non ci sembra di essere marziani nel credere che altrettante risoluzioni ci sarebbero con la fusione degli attuali due gestori duopolisti delle tv generaliste gratuite. Come nel caso della pay-tv, vuoi che non ci sara' uno straccio di Mario Monti (o chi per lui) che non potrebbe sentenziare che questa fusione e' "compatibile con il mercato comune"?
Dopo l'operazione Enel (Stato e Governo italiano) che ha acquisito il 100% di Wind/Infostrada, facendo finta di fare la concorrenza con TelecomItalia (golden share pubblica che significa 51% nelle decisioni che contano) nel settore della telefonia fissa, ci sembra che il mercato italiano delle Telecomunicazioni si stia serenamente avviando verso un rinnovamento -in chiave 2000- dei monopoli. In cui, se lo Stato e il Governo non appaiono direttamente coinvolti (come nel caso pay-tv), sono comunque elargitori di prebende e concessioni su cui, il beneficiario, non puo' che essere riconoscente. Certo che se lo Stato, invece di prebende amministrasse diritti, l'unico riconoscimento da parte di chi ne usufruirebbe, sarebbe di operare perche' il regime di libero mercato fosse mantenuto . ma questo, in Italia -e visti i fatti di cui stiamo parlando- e' sia fanta-economia che un "altro discorso".
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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