GOLDEN SHARE. SECONDO LA COMMISSIONE UE DEVE SPARIRE. CHE SUCCEDERA' IN ITALIA?
Firenze, 23 maggio 2006. Secondo Oliver Drews, portavoce del commissario europeo al Mercato Interno Charlie Mc Creevy, le "golden share" che alcuni Stati membri detengono in certe societa', devono sparire. Procedure d'infrazione sono in corso nei confronti di chi ancora le detiene.
Le "golden share" (azioni d'oro) sono quelle quote azionarie che gli Stati continuano a detenere in alcune societa' ex-monopoliste. I rappresentanti di queste azioni nei consigli d'amministrazione, indipendentemente dal loro valore, hanno potere di veto sulle decisioni piu' importanti e determinanti. Il "Comitato delle privatizzazioni" del ministero del Tesoro, nel 2003, aveva confermato la golden share in aziende come Eni, Enel, Finmeccanica, TelecomItalia ed altre. Mentre, il Governo D'Alema, nel 2000, aveva aggiornato la golden share, stabilendo la possibilita' di intervento dello Stato solo in situazioni di "imprescindibili motivi di interesse generale" in settori come ordine pubblico, sicurezza pubblica, sanita' e difesa. Nel frattempo queste azioni, con varie vicende, si sono anche assottigliate, ma questo, ovviamente, non ha comportato una diminuzione del loro valore "d'oro".
Per capire l'importanza di queste azioni, basta ricordare che il tutto avviene in palese conflitto di interessi, dove lo Stato, che dovrebbe garantire e tutelare il libero mercato, e' nel contempo azionista "pesante" tra le piu' importanti aziende (quando non uniche nel settore specifico) attrici di questo mercato. Se qualcuno crede che queste possano essere condizioni base per far si' che i prezzi finali dei prodotti e dei servizi di queste aziende siano qualitativamente ed economicamente competitivi, e' un illuso o e' in malafede.
Il nuovo Governo viene presentato da piu' parti come uno dei piu' europeisti che il nostro Paese abbia mai avuto. E sulla carta ci sembra che sia cosi', leggendo i nomi e le loro storie. Ma sapra', in questo suo europeismo, dar corpo alle preoccupazioni della Commissione Ue, abolendo qualunque "golden share" e aprendosi al mercato? Finora non abbiamo letto nulla se non vaghi intenti di principio....
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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