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Governo. Di Maio, il Tav e il sonno della ragione
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Comunicato di Primo Mastrantoni
30 settembre 2019 8:57
 
 Appena una settimana fa è stato abbattuto l'ultimo diaframma di roccia del tunnel di base, dove passerà il Tav, il treno Torino-Lione. 
Così l'Italia ha incontrato la Francia.
I lavori del cantiere proseguiranno 24 ore su 24, 7 giorni su sette, impegnando 450 lavoratori italiani e francesi.

Allora il tunnel c'è, direbbe qualcuno, che si è svegliato da un sonno profondo, credendo che tutto fosse stato bloccato.
Come ha potuto credere a una simile balla? Perché gliela ha raccontata l'attuale ministro degli Esteri, nonché capo politico del M5s, all'epoca anche biministro e vicepremier, Luigi Di Maio.

Vediamo cosa raccontava il nostro Di Maio a febbraio scorso, in piena campagna elettorale per le europee.

"Finchè ci sarà il Movimento 5 Stelle al governo, per quanto mi riguarda, la Tav Torino-Lione non ha storia, non ha futuro". 
Ora, il M5s è al governo e il Tav si farà.

"Le peggiori lobbies di questo Paese vogliono che si inizi a fare la Tav, che è a zero come cantiere". 
I lavori per il Tav sono iniziati da tempo e il cantiere è in piena attività. Se il Di Maio ritiene che ci siano le "peggiori lobbies" non deve fare altro che andare in Procura. Non ci risulta che l'abbia fatto.

"Non è stato scavato neanche un buco e neanche un centimetro". Come accertato, sono stati scavati i primi 9 km del tunnel di base, più quelli di servizio.

Dunque, che dire al nostro "qualcuno" che si è svegliato e si è trovato di fronte una realtà per mesi negata? 
 Che è bene che torni a dormire o si svegli del tutto, prenda atto delle balle che gli ha raccontato Di Maio e si regoli per il futuro, quando il Di Maio gli racconterà altre favole, come quella della necessità della abolizione del vincolo di mandato o della esigenza della diminuzione del numero dei parlamentari, tesi che abbiamo già smontato pezzo per pezzo, ma che hanno un seduzione narcotica, che avvolge il cervello per indurlo al sonno.

Si, il sonno della ragione, che genera mostri, come drammaticamente rappresentato nella incisione del Goya.
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