ICI: ESENTE PER LA CHIESA, DOVUTA DAI CITTADINI
Roma, 29 Agosto 2007. L'Ici, e' l'imposta comunale sugli immobili, che tutti i cittadini pagano ma che il Governo e la relativa maggioranza, d'accordo l'opposizione (ahi, serva Italia...!) hanno abolito per gli immobili di proprieta' di enti ecclesiastici, destinati ad uso commerciale (es. alberghi). Gia' la legge (1) esenta dalla tassa gli immobili ecclesiastici destinati ad attivita' connesse a finalita' di religione o di culto (chiese, oratori, ecc.). Una sentenza della Corte di Cassazione (2) ha decretato che "Il beneficio dell'esenzione dall'ICI non spetta in relazione agli immobili, appartenenti ad un ente ecclesiastico, che siano destinati allo svolgimento di attivita' oggettivamente commerciali". Insomma se gli istituti religiosi vogliono gestire un albergo (come fanno gia') devono pagare l'Ici, perche' tale attivita' e' di natura commerciale e non destinata a finalita' di religione. Apriti cielo (e il caso di dirlo)! Non sia mai. In sintesi: se una impresa vuole condurre un albergo deve pagare l'Ici, se invece tale attivita' e' svolta da un ente ecclesiastico l'Ici non e' dovuta. Al pari anche i cittadini pagano l'Ici. E' evidente un trattamento di totale disparita' fiscale. Speriamo che l'Unione europea metta un punto definitivo alla questione.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
(1) Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
(2) Sentenza della Cassazione 8 marzo 2004, n. 4645.
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