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IMMIGRAZIONE. LA CASSAZIONE RIFIUTA LE PRASSI AMMINISTRATIVE CHE IMPEDISCONO I RINNOVI

Comunicato ·

Firenze, 8 Febbraio 2006. Una pronuncia della Corte di Cassazione spazza via le prassi amministrative controlegge adottate dalle Questure in materia di requisiti richiesti per il rinnovo del permesso di soggiorno. Troppo spesso si nega tale rinnovo quando lo straniero non prova di aver percepito redditi sufficienti nei dodici mesi precedenti alla domanda senza tener in alcun conto, come previsto dalla legge, della situazione lavorativa al momento dell'esame della stessa. E cio' in totale spregio dell'art. 5 del testo unico in materia di immigrazione che prevede il rilascio del permesso di soggiorno anche in mancanza dei requisiti di norma richiesti qualora siano sopraggiunti nuovi elementi che ne consentano il rilascio.
La Corte, con sentenza n. 2417/05 ha annullato il decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino algerino che non aveva dimostrato di aver percepito redditi nell'anno precedente alla presentazione della domanda di rinnovo, ma che da quattro mesi lavorava come operaio.
Ben vengano questi chiarimenti della Corte di Cassazione, che pur intervengono laddove la legge gia' parla chiaro, soprattutto se bloccano prassi fondate su argomentazioni extragiuridiche. Rimaniamo infatti di stucco quando si leggono le motivazioni a sostegno dell'espulsione del Prefetto di Pescara, secondo il quale sarebbe meglio "impedire l'ingresso o la permanenza in Italia a soggetti privi di adeguati mezzi di sussistenza, che potrebbero essere dediti a traffici delittuosi o ad attività illecite".
Tutto questo ci suscita un interrogativo: occorrono sempre tre gradi di giudizio e anni di processo, per vedersi garantito un diritto chiaramente espresso nella normativa? E cosa accade quando persino quest'ultima non riesce a disciplinare puntualmente i modi e i termini dell'esercizio di un diritto che pure esiste?
Esistono le prassi, dettate troppo spesso da interpretazioni arbitrarie e restrittive che si fondano su giudizi che poco hanno a che fare col diritto. Prassi che purtroppo non tutti gli immigrati possono contrastrare fino alla Cassazione.

Claudia Moretti, Emmanuela Bertucci - Legali Aduc
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