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IMMIGRAZIONE. PERCHE' LA GESTIONE AI COMUNI E' IMPORTANTE

Comunicato ·

Firenze, 9 Settembre 2004. In una recente intervista pubblicata sul sito www.stranieriinitalia.it, il segretario nazionale dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (Anfp), Giovanni Aliquo', adduce le proprie ragioni contrarie al deferimento ai comuni delle pratiche relative ai permessi di soggiorno: ".potrebbero crearsi situazioni a macchia di leopardo, rigorismi o lassismi.", infatti, ".la certezza sulla carta non corrisponde alla certezza di fatto" e, continua, "si creerebbero disparita' di trattamento". Prosegue dicendo che i Comuni "non hanno personale formato per fare questo lavoro".
A nostro avviso il segretario Aliquo' crede che le questure siano il centro del mondo, e che senza di esse l'amministrazione andrebbe a rotoli (notare L'AMMINISTRAZIONE, non l'ordine pubblico).
Ammesso che la disparita' di trattamento fra immigrati possa aumentare togliendo alle attuali 103 questure la competenza in merito ai permessi di soggiorno, occorrerebbe in premessa chiedersi se, non gia' quella fra immigrati, ma la ben piu' abissale disparita fra gli stessi ed i cittadini europei, non dovrebbe essere oggetto di rivisitazione normativa.
Prima di occuparsi delle eventuali "disparita'", sarebbe opportuno rimediare all'attuale "trattamento" (eguale o diseguale che sia) e all'attuale disfunzione che deriva dal sovraccarico di lavoro delle questure e dall'interpretazione rigida e restrittiva che numerosi uffici immigrazione adottano nei confronti degli stranieri. In ogni caso, un'accelerazione delle pratiche dei permessi di soggiorno e' doverosa, perche' per adesso vi e' una costante disapplicazione dei tempi massimi di durata dei procedimenti amministrativi, che durano generalmente molti mesi.
Se il personale dei comuni, ossia gli uffici anagrafe non sono preparati nella concessione di documenti simili alla carta di identita', chi dovrebbe esserlo? Il personale delle questure? Come e perche', dal momento che istituzionalmente a loro compete la pubblica sicurezza?
Dire che 8mila comuni darebbero un'interpretazione della legge disuguale, tanto da creare "disparita' di trattamento" e' come dire: la giustizia funziona male perché e' amministrata da troppi giudici.
La legge e il regolamento sull'immigrazione elencano tassativamente i requisiti cartolari necessari alle pratiche dei permessi di soggiorno: ogni altra e ulteriore prescrizione o onere documentale richiesto e' legalmente ingiustificato, se non previsto dalla normativa vigente. Il funzionario che dovesse non attenersi a tale principio di legalita' se ne assumera' tutte le conseguenze.
Ogni controllo di pubblica sicurezza che dovesse rendersi necessario puo' ben continuare ad esser svolto dagli uffici di pubblica sicurezza competenti e oggetto di comunicazione fra uffici delle diverse amministrazioni locali e statali.
Riteniamo pertanto necessario togliere l'ingestibile sovraccarico della gestione dei permessi di soggiorno alle questure, e l'affidamento di detti compiti a funzionari dello stato civile.
Claudia Moretti, avvocato
Responsabile del servizio Aduc - Immigrazione
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