Domenica 7 giugno 2026
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Inizio anno scolastico a Firenze. Il primo giorno gli insegnanti hanno da fare, e i bambini? Anno nuovo problemi identici?

Comunicato · Vincenzo Donvito ·
 Pare proprio che il 15 settembre, primo giorno di inizio della scuola a Firenze e non solo, gli insegnanti abbiano convocato un'assemblea sindacale per discutere dei loro problemi, tutta la mattina.
Eravamo abituati alla scuola elementare che i primi giorni non eroga il servizio mensa per chi fa il tempo pieno alle elementari (praticamente tutti), abituati ma non rassegnati, perche' siamo in presenza di un disservizio per incuria, mancanza di organizzazione, sciatteria e mancanza di rispetto verso i bambini, verso le loro famiglie e verso la citta' tutta. Ogni anno e' cosi, ma noi, a differenza di quanto vorrebbero i responsabili di questo scempio, non lasciamo correre e lo ribadiamo, siete degli incapaci, e se fosse per noi, non affideremmo un servizio cosi' delicato come quello della mensa, a chi non e' in grado di renderlo tale (un servizio) e non solo il risultato di una prestazione contrattuale. Cosi' come ribadiamo, a dispetto dei vari assessori che si alternano a confermare la qualita' in materia, che mediamente (almeno fino all'anno scorso) questa qualita' lascia molto a desiderare, addirittura sono in grado di fare cattiva anche la pizza.
Bene, a questa abitudine quest'anno aggiungiamo anche il “non si sa del primo giorno di scuola”, cioe' le famiglie non possono organizzarsi per sapere se i loro figli martedi' 15 saranno a scuola o meno. Famiglie i cui componenti hanno un lavoro, che talvolta serve anche agli insegnanti che fanno la loro assemblea e che, a differenza di quello che pensano mediamente gli scioperanti dei servizi di fondamentale importanza (come la scuola), non si rassegnano ad essere loro ostaggi. Certo, corriamo il rischio di essere tacciati come i killer del diritto all'assemblea sindacale, del diritto di sciopero... ma il diritto a lavorare di tutti gli altri, dove lo mettiamo? Per questo la nostra comunita' democratica ha pensato di regolamentare l'esercizio di tutti i diritti, si' da evitare che la pratica di uno calpesti quella di altri. Ma spesso non e' cosi' e, all'alternativa che sarebbe rappresentata dal buon senso degli individui, chi esercita il proprio diritto non ci pensa proprio: perche', per esempio, non convocare l'assemblea sindacale dopo l'orario scolastico? Vogliono discutere o solo fare un'azione di forza con il disagio garantito? Ma il buon senso sembra che sia altrove.
A proposito di buon senso. La 1 media, il primo giorno, ammesso che i ragazzini riescano ad entrare, hanno come orario 9-13.... chissa' perche' 9 e non 8 o 8,30, come sara' poi nei giorni successivi...
Una nota non a margine. Si ricordino, autorita' e lavoratori del settore, che quel cosiddetto Stato sociale che fa riferimento sui servizi a costo zero erogati dalle famiglie, e soprattutto da nonni e zii, che si mette in movimento per casi del genere e quasi sempre per la quotidianita' in cui lo Stato e' assente pur dovendoci essere, gli si puo' rivoltare contro. Non certo venendo meno all'assistenza ai propri cari, ma sicuramente facendo loro notare, in divesi modi, che con l'arroganza non si da nessuna parte.
 
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