Venerdì 5 giugno 2026
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L'Inpdap e le anomale richieste di restituzione di pensione

Comunicato · Giulio Signorelli ·
 Quando si determinano situazioni in cui la pensione e' stata erroneamente erogata dall'ente previdenziale, oppure chi l'ha ricevuta ha potuto farlo ricorrendo ad inganni di diverso genere, l'ente erogatore ha l'obbligo di richiedere la restituzione ai non aventi diritto.
Al di fuori di questi casi, pero', imporre la restituzione della pensione che e' stata legittimamente percepita, e in un periodo nel quale ha costituito l'unica fonte di reddito, e' un' operazione inaccettabile.
L'Inpdap, l'istituto di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione, ha richiesto ad un nostro associato di Viterbo la restituzione della pensione perche', stando alle argomentazioni dell'ente, illegittimamente percepita. Il caso, invece, e' piuttosto chiaro: il nostro associato termina l'attivita' lavorativa e va in pensione, successivamente rientra in servizio e, visto che la legge vieta il cumulo pensione-stipendio, rinuncia alla pensione e percepisce lo stipendio. Terminata l'attivita' lavorativa chiede che siano ricongiunti i due periodi lavorativi ai fine del calcolo pensionistico. L'Inpdap, pero', richiede la restituzione di quanto percepito di pensione tra i due periodi lavorativi. Richiesta, a nostro parere, illogica e illegittima, ma tant'e'.
L'Aduc ha avviato una azione amministrativa di tutela del proprio associato ed e' disponibile a sostenere le ragioni di tutti coloro che si dovessero trovare in una situazione analoga.
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