testata ADUC
INTERNET. BANDA LARGA E MINISTRO STANCA. LA SINDROME DI PINOCCHIO?
Scarica e stampa il PDF
Comunicato 
25 marzo 2003 0:00
 

Firenze, 25 Marzo 2003. Il ministro per l'Innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, in occasione dell'istituzione del centro regionale abruzzese per l'E-government, a Francavilla al Mare (Chieti), ha fatto sapere che "entro due o tre anni la domanda di connessione tramite banda larga sara' soddisfatta sull'intero territorio nazionale". Grazie ad affidamenti ad imprese private, l'offerta di connessione a Internet, secondo il ministro, e' liberalizzata, mentre lo Stato puo' avere un ruolo fondamentale nel realizzare autostrade informatiche. L'avamposto di questo impegno, sarebbe che, entro il 2004, tutti gli ospedali e l'80% delle scuole, saranno collegati ad Internet tramite la banda larga.
Noi crediamo che il ministro Stanca soffra della sindrome di Pinocchio, e che, per l'occasione, si sia fatto prendere la mano e si sia buttato in dichiarazioni/impegni decisamente oltre, anche l'immaginabile.

Riportiamo un po' di dati sulla situazione attuale.
Banda larga. L'ultimo rapporto Ocse sull'utilizzo dei sistemi di collegamento Dsl (essenzialmente Adsl), e' quello dell'Ocse rispetto al 2002 (dati riferiti a fine giugno). In Italia i collegati ad Internet con questo sistema sono 585 mila, mentre in Germania, per esempio, risultavano essere 2 milioni e mezzo. Ok, i dati non sono di questo mese, e il settore ha uno sviluppo vorticoso, ma siamo un po' lontani dal 100% indicato. E ci sono alcuni problemi di politica economica. Rispetto a quanto detto dal ministro, quali sarebbero le aziende private che agirebbero in un mercato libero? In Italia ci sono due giganti che si spartiscono il mercato in regime di duopolio, TelecomItalia e Wind/Infostrada (Enel), il primo condizionato dal potere di golden share dello Stato italiano, il secondo proprieta' totale di Stato e di Governo. Dov'e' il mercato libero? Auspicato anche per dare corpo al progetto delle "autostrade digitali" in cui lo Stato dovrebbe avere un ruolo fondamentale nella realizzazione? Semplicemente non c'e'! Quindi, qualcosa non torna. E, al di la' delle dichiarazioni durante le feste di partito o in occasione di una tornata elettorale, non riusciamo ad intravedere progetti e tempi per l'uscita dello Stato dal controllo e dalla gestione del settore (che ci sembra la condizione essenziale perche' il mercato decolli). Quindi, qualcuno ha la sindrome di Pinocchio?
80% delle scuole con banda larga entro il 2004. Il Monitoraggio delle tecnologie didattiche presentato lo scorso 26 febbraio a Genova dal ministero dell'Istruzione, universita' e ricerca e da Ibm Business Consulting, in occasione di Ted, la fiera delle tecnologie didattiche, ha evidenziato che le connessioni ad Internet sono un fatto saltuario e molto "povero": spesso non si va oltre la "macchina da scrivere elettronica". Inoltre c'e' il problema del basso livello di competenza degli insegnanti e la scarsa qualita' delle tecnologie impegnate nella didattica. I numeri. I pc sono 27 per ogni istituto, la meta' dei quali collegata ad Internet (56 pc nelle superiori, 17 nelle medie inferiori e 14 nelle elementari). Il rapporto medio pc/alunno e' 1 a 15. Piu' della meta' delle scuole dichiara di essere cablata (il 10% dice di esserlo "totalmente"), ma le scuole in cui e' presente un pc in ogni classe sono il 3%. Infine, di questi, solo il 55% degli studenti delle superiori dice di averli utilizzati, ma essenzialmente per visionare materiale durante lezioni di informatica; piu' contenuto, invece, l'uso per ricerche e verifiche.

Tutto a posto? Il ministro Stanca, e' sicuro di aver dato tempi ragionevoli e raggiungibili? Sappiamo che il ministro ha ottimi collaboratori e provata esperienza .. ma stiamo parlando di interventi pubblici, mentre il nostro ministro ci da' tempi e prospettive di realizzazione che neanche il piu' massiccio colosso privato Usa potrebbe realizzare nell'ambito della propri struttura.
Non vorremmo che i miraggi della new-tecnology finissero come quelli della new-economy. A chi giova vendere la pelle dell'orso prima di essere partiti per la caccia?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Pubblicato in:
 
 
COMUNICATI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori