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Italia di dolore ostello. M5S. De Vito e altri
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Comunicato di Primo Mastrantoni
8 giugno 2021 12:23
 
  De Vito, chi era costui? Parafrasiamo la celebre frase del don Abbondio di Manzoni ne "I promessi sposi". Già, gli abitanti di Canicattì difficilmente lo sanno, ma è poco probabile che lo sappiamo i romani.

Marcello De Vito è il presidente del Consiglio comunale di Roma. Il numero due, insomma, della compagine cinquestellata, dopo la sindaca Virginia Raggi.

Che cosa ha fatto il De Vito? E' passato a Forza Italia, quindi, l'assemblea capitolina, per quei pochi mesi che rimangono alla fine della consiliatura, sarà presieduta da un "forzista".

Meraviglia tutto questo? Non più di tanto, visto che ognuno ha diritto a cambiare opinione, o meglio, di continuare ad averle e di agire in modo opposto. De Vito dichiara che "Forza Italia aveva sempre rappresentato le mie idee e la mia cultura, prima di entrare nel M5S". Oggi è uscito dal M5S per ri-tornare a Forza Italia. Di Berlusconi dice che è un grande innovatore della scena politica italiana, ma il garante, l'elevato, come si autodefinisce, Beppe Grillo, aveva soprannominata Berlusconi lo "psiconano". Guai a interloquire con Forza Italia, salvo accettare i voti per eleggere il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico (M5S) e fornirli per l'elezione della presidente del Senato, Elisabetta Casellati (FI).

E pensare che il 33% degli elettori ha votato il M5S: la forza politica innovativa.
Italia di dolore ostello.
 
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