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Legalizzazione cannabis. Business e non solo
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Comunicato di Vincenzo Donvito
7 dicembre 2018 16:34
 
 Altria, azienda che produce le sigarette Marlboro, ha investito 2,4 miliardi di dollari in una società canadese, Cronos Group, acquistando il 45% delle sue azioni (1). Mentre il Lussemburgo, che dopo la cannabis terapeutica, sta per legalizzare (primo Paese in Ue) anche quella ricreativa (2), ha deciso di avvalersi come fornitore di un’azienda canadese (3).
Potremmo continuare questo elenco di “novità” in modo articolato, ma abbiamo deciso di utilizzare solo questi due esempi ché ci danno l’idea di cosa stia accadendo: nella legalizzazione tout court, nel business privato e – aggiungiamo noi – nei conseguenti introiti fiscali per gli Stati che decidono di legalizzare consumo e produzione di cannabis.
Idea che vuol dire che stanno venendo meno - a cascata - tutti i tabù culturali e moralistici che fino ad oggi avevano impedito di trattare questa pianta euforizzante e medica al pari di altre equivalenti (se non più marcate, come l’alcool) sostanze già legali.
Non solo.
Ma che il mercato di questo ambito (termine un po’ improprio, ma che rende il concetto), che era notevolmente in crisi (si pensi al tabacco) sta trovando nuove energie e canali, industriali e lavorativi.
A questo potremmo aggiungere tutti i vantaggi che derivano da una legalizzazione: sanità, sicurezza pubblica, lotta alla criminalità organizzata, educazione alla legalità, etc.
Ma siamo partiti non a caso da quanto sta accadendo oltre oceano, dai passi da gigante che molte aziende stanno facendo in Canada e come, a ruota, altrettanto grandi aziende Usa si accodano immergendosi in questo mercato. Ovviamente ci sono da attivare diversi “campanelli d’allarme”, viste le esperienze che sono state fatte nel tempo coi monopoli e oligopoli del tabacco… campanelli che possono trovare una regia solo se le Autorità degli Stati si fanno e si faranno carico di creare e far rispettare regole precise. A maggior ragione in un grande mercato emergente come quello della cannabis (che innegabilmente troverà sempre più spazi di legalizzazione) non bisogna lasciare che le regole degli Stati siano sostituite dall’irruenza e potenza transnazionale di capitali senza regole.
E’ solo questione di guardare con attenzione a quanto accade, di non farsi prendere impreparati, di essere previdenti e futuribili. Certo, se si viene ancora sopraffatti da pruriti ideologici o da successi politici immediati che non vanno al di là del proprio naso (vedi i vari sovranismi), queste nostre considerazioni potrebbero essere considerate come destabilizzanti e devastanti per tutta una serie di valori che vengono valutati come fondamentali… ma è bene ricordare che questi valori sono proprio quelli che, in materia droga, hanno portato alla destabilizzazione internazionale.

1 - https://www.aduc.it/notizia/cannabis+legale+marlboro+investe+miliardi+dollari_135317.php
2 - https://droghe.aduc.it/articolo/legalizzazione+cannabis+ricreativa+lussemburgo_28832.php
3 - https://www.aduc.it/notizia/cannabis+terapeutica+governo+sceglie+import+ditta_135316.php
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