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Leva militare obbligatoria? Suvvia, manco i fascisti la vogliono più…
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Comunicato di Vincenzo Donvito
13 agosto 2018 9:09
 
 Dibattito di Ferragosto, anche se nei mesi passati aveva fatto capolino, restando lì come “boutade” di rigurgiti che in Italia siamo abituati a chiamare fascisti, ma che, viste le dichiarazioni anche di esponenti più culturalmente vicini alla polvere storica del trentennio cupo del secolo scorso, a questo punto li possiamo chiamare solo stupidi. Sì, stupidi perché chi li usa crede di dar mostra di nazionalismo, amor di patria, contrapposizione della nostra cultura a quella lassista dei Paesi confinanti con cui -secondo i sostenitori- siamo costretti a condividere le sorti in quella che -sempre secondo costoro- dovrebbe essere la tomba della nostra felicità, della nostra economia e -udite, udite- della nostra identità nazionale, la misconosciuta Europa. Chi legge è invitato a non ridere, ma crediamo che sia proprio questo lo spirito di chi vaneggia di leva militare obbligatoria per meglio forgiare i ragazzi e le ragazze.
Lasciamo agli esperti militari (ministro Trenta e graduati di vari livelli) la confutazione di queste elucubrazioni, ché ci sembra lo abbiano ben fatto. Noi ci arroghiamo l’ardito (!) commento di coloro che dovrebbero essere le vittime di questo ritorno allo Stato Nazione che per difendersi avrebbe bisogno del popolo in armi, si’ da respingere l’odiato nemico al di là di fiumi e montagne e mari.
Siamo in fervida attesa di incontrare uno di questi ragazzi e ragazze (eh sì, anch’esse pare che si vuole che impugnino il fucile e si facciano i gavettoni fra di loro) bramosi di servire la patria… e noi che credevamo che gli occhi e i pensieri dei ragazzi oggi fossero nel guardare i modelli e il trend di tutti gli altri Paesi del mondo (Usa in prima fila). O non abbiamo capito nulla o qualcuno è ancora più stupido di quanto noi stessi lo abbiamo intuito. Ci viene in mente che simili proposte albergano nelle menti di coloro che credono che i nostri giovani siano quelli che respingono gli emigrati, i neri, i gialli, insomma tutti coloro che non assomigliano al roseo caucasico del proponente. E’ evidente -e siamo ultra sicuri di non sbagliarci – che questi proponenti non conoscono i giovani, ma solo l’odio e l’egoismo di un mondo sempre più sepolto e che, pur se non gli sputa addosso quando sentono alcuni che vagheggiano in questo senso, gli fanno un sorriso, si mettono al loro telefonino e parlano col resto del mondo.
Anche troppo tempo abbiamo dedicato per sottolineare la mancanza di dignità civica ed umana di queste divagazioni. Ah, a proposito, se proprio ci dovesse essere qualche altro stupido che consentisse a queste divagazioni di diventare legge, siccome sul campo abbiamo acquisito un po’ di esperienza a suo tempo, siamo pronti ad organizzare schiere di giovani pronti a disobbedire. Chissà se, come è accaduto a noi a suo tempo, li metteranno in galera per aver dato ascolto alla loro coscienza.
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