Venerdì 5 giugno 2026
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LIBERALIZZAZIONE MERCATO DEI FARMACI. LA SPAGNA VA AVANTI E L'ITALIA ARRANCA NELLA BUROCRAZIA DEL GOVERNO. PROSEGUE LA PETIZIONE

Comunicato ·

Firenze, 30 Giugno 2006. Il parlamento spagnolo ha approvato la vendita via Internet dei farmaci senza ricetta, a condizione che a praticarla siano le farmacie. Nell'ambito di una piu' generale ristrutturazione delle vendite e della distribuzione di questi prodotti, e' sicuramente una novita' rispetto ad un panorama statico. Non e' proprio quello che noi abbiamo piu' volte auspicato (i farmacisti continuano a godere di un privilegio di distribuzione spiegabile solo grazie al potere della loro lobby), ma e' il primo passo verso un sistema di distribuzione che metta al centro l'intelligenza e la capacita' del singolo consumatore. Oltre che semplificare e abbattere costi che altrimenti lievitano solo per rendita di posizione.
Noi ci siamo gia' mossi in questo senso con il deposito di un progetto di legge. Grazie all'on.Donatella Poretti, della Rosa nel Pugno, abbiamo proposto la fine del monopolio della distribuzione dei farmaci da banco e senza ricetta oggi in mano ai farmacisti (clicca qui). Inoltre abbiamo anche fatto presentare una interrogazione parlamentare (clicca qui) e chiesto un "charimento" al ministro della Salute Livia Turco in sede di audizione in commissione Affari Sociali della Camera (clicca qui).
Ma tutto tace. Promesse, dichiarazioni di simpatia, ma per ora abbiamo solo registrato una massiccia campagna della corporazione dei farmacisti in difesa dei loro privilegi, spacciati come armonici a quelli dei consumatori.
La prossima scadenza e' la risposta del ministro Turco alla richiesta in commissione Affari Sociali. Ma, con tutta la sincerita' e la simpatia che possiamo avere verso questo ministro, non ci aspettiamo niente di particolarmente rivoluzionario o preciso. Lo strappo che il Governo dovrebbe fare e' di quelli di una certa consistenza e nel nostro Paese neanche i referendum riescono a tanto.
La questione quindi diventa possibile solo grazie ad una grande mobilitazione. Quanto accaduto in Spagna ci serve in questo senso, e noi italiani potremmo contribuirvi ulteriormente firmando e facendo firmare il piu' possibile la petizione che abbiamo proposto in Internet: clicca qui
Sperando di non dover aspettare chissa' quanti altri Stati comunitari prima di renderci conto che siamo indietro istituzionalmente, politicamente, civicamente e scientificamente rispetto a tutti gli altri nostri partner Ue.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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